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In Italia ricchezza a 13mila miliardi

di Lucilla Incorvati

Il Bel Paese continua a essere una nazione di grandi risparmiatori ma soprattutto di grandi proprietari di case. Questo ha consentito e probabilmente consentirà ancora di arginare le perdite legate alla crisi dei mercati finanziari e alla scarsa crescita dell'economia. Come è noto il tasso di proprietà ha superato l'80% e in Europa ci battono solo Norvegia, Ungheria e Romania. Questo fa sì che in media la ricchezza pro capite nel 2011 sia pari a 211mila dollari. Mentre se si considera addirittura l'individuo adulto (chi ha più di 20 anni) questa sale a 260mila dollari. A fronte di 60 milioni di residenti questo vuol dire che la ricchezza totale arriva alla bella cifra di 12,7 trilioni di dollari (erano 5,5 nel 2000). E se la ricchezza totale è più alta in Germania e Francia, rispettivamente a 13,4 e 14 trilioni di dollari, in realtà la ricchezza a livello pro capite consente all'Italia di surclassare Germania (163mila dollari), Regno Unito (197mila), Spagna (104mila), Canada (190mila), Stati Uniti (181mila).

In Italia la ricchezza legata agli immobili pesa per i tre quinti rispetto dei due quinti derivanti da beni mobiliari. Una ricchezza, quella legata ad asset fisici, che nel decennio è fortemente aumentata: dal 2000 al 2011 la percentuale di italiani che controlla asset finanziari è scesa dal 47,3 al 37,8%, mentre contestualmente la percentuale di chi ha asset non finanziari (per la gran parte si tratta di immobili) è passata dal 52,7 al 62,2 per cento.

Sono alcune delle evidenze che emergono dall'ultimo rapporto sulla ricchezza nel mondo realizzato da Credit Suisse Research. Un monumentale studio condotto su 200 Paesi (Global Wealth Report), a cui hanno lavorato i massimi esperti mondiali in materia. Si tratta dell'unico report al mondo che ha un'analisi onnicomprensiva della ricchezza per 4,5 miliardi di individui con l'obiettivo di fornire anche una evoluzione della ricchezza dal 2000 al 2011 dando il dettaglio a livello Paese. Per l'Italia i dati sono relativamente completi e la fonte è Ocse insieme a Banca d'Italia. Trainata dal sostanziale contributo delle economie emergenti, da gennaio 2010 la ricchezza mondiale è aumentata del 14% arrivando a 231mila miliardi di dollari (era 203 mila miliardi).

La ricchezza pro capite registra in più di dieci anni un incremento del 9% (da 46.600 dollari del gennaio 2010 ai 51.000 dollari del giugno 2011). La crescita più sostenuta è stata appannaggio di America latina, Africa e Asia. Gli Stati Uniti, che negli ultimi 18 mesi hanno generato 4.600 miliardi di dollari, si sono distinti come principale fonte di ricchezza a livello mondiale. Anche questa ricerca evidenzia il contributo determinante alla crescita della ricchezza globale della regione Asia Pacific – soprattutto grazie ai capitali accumulati da Cina, Giappone, Australia e India – a cui va inoltre il merito di aver generato il 36% della ricchezza mondiale dal 2000 e il 54% dal 2010. Infatti i residenti in Europa controllano il 34% della ricchezza mondiale rispetto al 28% del Nord America e al 22% delle Aree Asia e Pacifico. Le nazioni più ricche con medie superiori ai 100mila dollari per adulto restano in Usa e Europa: al vertice troviamo Svizzera, Australia e Norvegia dove questa media supera i 300mila dollari.

In Italia c'è l'8% di coloro che hanno ricchezze superiori a 100mila dollari (7% in Uk e Germania, 6% in Francia, 16% in Giappone, 21% in Usa) e il 5% di coloro che hanno ricchezze complessive pari al milione di dollari (6% in Uk e Germania, 11% in Giappone, 34% in Usa, 4% Australia). L'Italia eccelle anche nella classifica dei debiti delle famiglie, avendo il più basso dato medio per adulto tra i paesi del G-7, pari a 24mila dollari, contro i 33mila dei tedeschi, i 41mila dei francesi, gli 88mila degli irlandesi, i 54mila degli inglesi, i 60mila di canadesi e 59mila degli americani. Ma la ricchezza delle famiglie è molto più concentrata di quanto non lo sia il reddito nelle fasce più abbienti della popolazione.

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