Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

In Italia fallimenti ancora in crescita

Se la corsa a registrare il numero minore di imprese fallite fosse un campionato del mondo, i vincitori 2014 sarebbero due: quello formale è la Spagna, perché quest’anno metterà a segno una diminuzione delle insolvenze del 23%, la più alta di tutti. Quello sostanziale, invece, è la “solita” Germania, che vedrà un calo delle bancarotte aziendali del 6% ma soprattutto raggiungerà quest’anno il livello più basso delle insolvenze dal 1996 a questa parte.
È questa la fotografia dei promossi e dei bocciati fatta da Euler Hermes, la società di assicurazione crediti del gruppo Allianz, che pubblica le sue previsioni sui fallimenti aziendali per il 2014. «In generale, il 2014 sembra promettere bene – sintetizza il presidente del Management Board di Euler Hermes, Wilfried Verstraete – ma non vuol dire che tutte le imprese torneranno ai livelli di partenza: in un mondo in rapida crescita, il rischio di mancati pagamenti resta molto concreto».
La Spagna dunque fa il cambiamento più grosso, «ma la sua è una vittoria di Pirro – sentenzia Ludovic Subran, chief economist di Euler Hermes – primo perché il numero assoluto delle insolvenze resta alto, secondo perché il credito alle imprese continua a contrarsi. Quanto durerà il vantaggio di Madrid, che ha fatto una politica di taglio dei costi per rilanciare la competitività, ma non ha effettivamente supportato la crescita delle imprese del Paese?».
Sul sostegno alle aziende, al contrario, molto ha fatto la Germania: «A differenza della Spagna – sostiene Subran – qui il costo del lavoro è addirittura aumentato. In compenso, il governo sta fattivamente supportando le imprese di tutti i settori nel digitalizzarsi e nell’andare all’estero. Per questo le aziende tedesche vanno meglio». Unico neo, a Berlino, quello dell’energia: le insolvenze delle imprese che operano in questo settore stanno aumentando del 13%, e poiché si tratta di aziende grandi, il loro fallimento è costoso.
Anche il Regno Unito ha lavorato bene, e infatti le bancarotte aziendali nelle previsioni di Euler Hermes quest’anno diminuiranno del 7%. Dal Funding for Lending Scheme all’Export Facility, fino ai tagli alla corporate tax, il supporto di Londra alla crescita delle imprese sembra efficace tanto quanto quello tedesco: «Se come prima della classe alla fine la spunta Berlino – spiega Subran – è per via del settore delle costruzioni, che in Gran Bretagna è a rischio bolla tra il 2014 e il 2015».
Per la Francia, invece, questo sarà un anno di minima riduzione dei fallimenti (-1%), ma con valori assoluti che restano ai livelli del 2009. Parigi ha promesso una riduzione delle tasse sulle imprese, ma solo dal 2017, con il risultato di avere scarso effetto sulla ripresa immediata. Un po’ come succede in Italia, sostiene Subran, dove infatti le insolvenze continuano ad aumentare (+3% nel 2014): «L’effetto Renzi sulle imprese è molto minore di quanto non si registri a livello macroeconomico. Ci vorrà almeno un anno, prima che l’Italia cambi rotta a livello micro».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa