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In gioco tutto il nucleo familiare

Prima di notificare il formale invito al contraddittorio ai fini del controllo sul redditometro, l’ufficio dell’agenzia delle Entrate incaricato dell’accertamento dovrà effettuare le necessarie verifiche sulla reale situazione familiare del contribuente. È questa una delle principali novità che caratterizza la circolare 6/E/2014 di ieri, in merito alla selezione dei soggetti da sottoporre ad accertamento. Nella sostanza la circolare recepisce, sul punto, le perplessità emerse nel corso dei controlli compiuti dal Garante della privacy, sfociati con il documento del 21 novembre 2013, in ordine alle discrepanze risultanti, nella situazione reale, fra la famiglia «fiscale» e quella «anagrafica».
In sede di selezione dei soggetti da sottoporre ad accertamento, a ogni contribuente viene attribuito il «Lifestage» risultante dalla «famiglia fiscale» presente in anagrafica tributaria, determinata sulla base delle informazioni ottenibili dai prospetti dei familiari a carico ricavabili nei modelli Unico persone fisiche (tipicamente il quadro FA), 730 e modello Cud. In questo ambito rilevano il coniuge (non legalmente ed effettivamente separato) anche se non a carico, i figli e/o gli altri familiari a carico.
La famiglia anagrafica invece comprende, oltre al coniuge unito in matrimonio e ai familiari a carico, anche i figli maggiorenni e gli altri familiari conviventi non fiscalmente a carico, nonché, più in generale, i conviventi di fatto. È quindi chiaro come il concetto di famiglia anagrafica sia ben più ampio rispetto a quella fiscale, in quanto il primo comprende la totalità dei soggetti che, indipendentemente dai legami di sangue esistenti, connotano il contesto di fatto. Nel nuovo redditometro è il nucleo familiare il centro comune di imputazione delle spese annue dal quale occorre partire per determinare in via presuntiva il reddito sintetico attribuibile alla persona fisica.
L’esatta attribuzione del contribuente al «lifestage» di competenza (cosiddetta «famiglia fiscale di riferimento»), è quindi fondamentale per la corretta applicazione del nuovo sistema di selezione e accertamento.
Dai controlli effettuati dal Garante della privacy nel secondo semestre del 2013 sulle modalità di selezione dei contribuenti da sottoporre ad accertamento con il redditometro, emerse in maniera incisiva la forte discrepanza esistente, nella realtà di fatto, fra la famiglia fiscale e quella anagrafica. Dall’analisi compiuta risultò che il meccanismo di selezione basato unicamente sulla famiglia fiscale rischiava di fatto di sottoporre a controllo tutta una serie di contribuenti che al lato pratico avrebbero potuto poi giustificare lo scostamento individuale con il risultato reddituale della famiglia anagrafica. In subordine il Garante evidenziava che l’errata attribuzione della tipologia di nucleo familiare di appartenenza al contribuente selezionato si poneva manifestamente in contrasto con i principi fondamentali in materia di qualità dei dati di cui all’articolo 11 del Dl 196/2003.
A tal fine, quindi, l’agenzia delle Entrate, pur partendo dal dato che emerge dalla profilazione della famiglia fiscale, impone agli uffici locali prima della notifica dell’invito al contraddittorio un’ulteriore indagine preliminare volta all’effettiva conoscenza della reale situazione del nucleo familiare a cui appartiene il contribuente.
In questo senso gli uffici locali sono tenuti obbligatoriamente a effettuare il riscontro, ove disponibile, direttamente attraverso il collegamento telematico con l’anagrafe comunale o in via subordinata inviando la richiesta attraverso il canale telematico (Pec) al comune che detiene l’informazione.
In alternativa, in caso di errore spetterà comunque al contribuente, sin dal primo contraddittorio (post selezione), rappresentare la diversa situazione di fatto al fine di permettere una corretta attribuzione della tipologia familiare.

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