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In Francia le assemblee più calde d’Europa: dai soci no a 40 proposte del consiglio

Nel corso della campagna assembleare 2021 delle società quotate in Piazza Affari (indice Ftse Mib) il numero complessivo di proposte contestate dagli azionisti è sceso a 39 dalle 56 dell’anno 2020 (-23,45%). Un calo che riflette la riduzione delle raccomandazioni negative dei principali proxy advisor: Iss ha suggerito di votare no a 30 proposte dei board (-26,7% rispetto alle 45 del 2020), mentre Glass Lewis ha rilasciato 32 suggerimenti negativi (erano 47 nel 2020, -25,17%). Dati da cui emerge il crescente ruolo delle società di proxy advisor nel voto assembleare in cui è crescente il peso degli investitori istituzionali (e tra questi, aumenta il ruolo dei fondi internazionali) ma evidenzia anche la trasformazione e «maturità» del mercato italiano che, a differenza della Francia, è quello che in Europa ha avuto minori contestazioni assembleari in tema di elezione degli amministratori e di remunerazione degli executives.

È questa la fotografia che emerge dal rapporto annuale della società internazionale di consulenza Georgeson, specializzata nell’investment engagement, sulla stagione assembleare 2021 nei sette principali mercati europei. «Le risultanze della nostra Season Review mettono in luce segnali di decisa maturazione per il mercato italiano, la netta diminuzione delle risoluzioni contestate sono segnali di una maggiore consapevolezza, da parte delle società quotate italiane, delle sfide che il mondo della Governance pone quotidianamente – spiega Lorenzo Casale, head of market per l’Italia di Georgeson – il banco di prova rimane sempre e comunque la remunerazione, su cui si attestano la maggior parte dei voti contrari e delle raccomandazioni negative dei proxy advisors – basti pensare che più di un terzo delle proposte di remunerazione ha ricevuto una raccomandazione negativa da ISS e/o Glass Lewis – anche per il suo ruolo di termometro rispetto al generale andamento delle società».

A livello europeo, la stagione assembleare 2021 ha evidenziato che «i proxy advisor continuano ad avere una grande influenza sui risultati delle votazioni – si legge nel rapporto di Georgeson – e questo ci ricorda quanto sia importante per le società quotate non solo affrontare le preoccupazioni degli investitori ma anche impegnarsi proattivamente con i proxy».

Due i temi più spesso oggetto di dibattito nelle assemblee: remunerazione dei manager esecutivi e nomina degli amministratori. In dettaglio, in Europa «il dissenso degli azionisti sulle remunerazioni degli executives nel 2021 è aumentato in media del 18%» (tranne in Italia e in Svizzera dove invece è sceso). Anche le elezioni degli amministratori sono state oggetto in Europa di un maggior scrutinio da parte degli investitori, con un incremento medio del dissenso degli azionisti del 37%». In cima alla classifica si trovano Francia e Svizzera.

Oltre a queste tendenze, l’elemento di maggiore novità della campagna assembleare del 2021 in Europa è stato il cambio di passo nell’analisi dei temi legati al clima e più in generale alle tematiche di sostenibilità. «Almeno 15 aziende hanno sottoposto al voto consultivo degli azionisti piani d’azione sul cambiamento climatico o informativa al riguardo – si legge nel rapporto di Georgeson – registrando un largo e solido supporto da parte degli investitori». E guardando alla futura campagna assembleare del 2022, «è prevedibile che anche in Italia si inizieranno ad affrontare i fattori Esg di performance e la loro integrazione nei business plan – spiega Casale, numero uno per l’Italia di Georgeson – anche in correlazione alla remunerazione dei managers che dovrà tenere conto dei cambiamenti industriali dettati dalla pandemia e dalla necessità di aggiornare i piani strategici e i correlati piani di incentivazione».

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