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In dirittura d’arrivo l’agenda digitale Così il tribunale diventa virtuale

La giustizia virtuale accompagna la riorganizzazione geografica. In effetti l’identikit del tribunale inteso come sede fisica perde un po’ di pezzi, lasciando il passo a un tribunale raggiunto con messaggi di posta elettronica. In effetti il processo telematico rende meno disagevole una lontananza fisica della sede. All’obiettivo di dematerializzazione e di affrancamento (progressivo) dai documenti cartacei contribuisce il decreto legge, in corso di approvazione, sull’agenda digitale, che comprende la digitalizzazione del sistema giustizia. Il decreto prevede l’abbandono del supporto cartaceo per il flusso di dati in entrata e in uscita dai tribunali, scegliendo la posta elettronica certificata come mezzo principale di comunicazione da e per le cancellerie e per gli ufficiali giudiziari. Biglietti di cancelleria, comunicazioni e notificazioni nei procedimenti civili dovranno essere effettuate esclusivamente per via telematica all’indirizzo di posta elettronica certificata risultante da pubblici elenchi. La regola è la stessa nei procedimenti penali per le persone diverse dall’imputato. Ma se ci sono problemi di privacy (atti contenenti dati sensibili) bisogna separare la comunicazione e l’atto integrale: quest’ultimo avrà un accesso riservato all’interessato. La regola della comunicazione e notificazione con pec varrà anche per le pubbliche amministrazioni: a questo proposito il decreto prevede che amministrazioni pubbliche debbano comunicare al ministero della giustizia l’indirizzo di posta elettronica certificata. L’elenco degli indirizzi pec pubblici servirà per le comunicazioni e le notificazioni. L’elenco, formato dal ministero della giustizia, sarà consultabile solo dagli uffici giudiziari e dagli uffici notificazioni, esecuzioni e protesti ed è considerato pubblico a tutti gli effetti di legge. Le nuove regole partiranno subito, per le comunicazioni e le notificazioni ai difensori, nei procedimenti civili pendenti dinanzi ai tribunali e alle corti d’appello già individuati dal ministero; e a decorrere dal sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della legge di conversione per le comunicazioni e le notificazioni per i procedimenti civili pendenti delle altre sedi giudiziarie. Il termine è posticipato al trecentesimo giorno per le comunicazioni dirette a destinatari diversi dai difensori nei procedimenti civili pendenti dinanzi ai tribunali e alle corti di appello.

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