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In Ctp sospensive lente

di Antonio Criscione e Francesca Milano

In aumento i tempi per la definizione delle istanze di sospensiva e in diminuzione il numero di quelle che le commissioni tributarie concedono in un anno. Nel primo caso infatti, prendendo a riferimento le commissioni tributarie provinciali (a quanto risulta al Sole 24 Ore), dal 2009 al 2010 si è passati da una media di 185 a quasi 200. Nel secondo, invece, da 103mila si è scesi a 82mila. In netto peggioramento quindi la situazione già prima che entrino in vigore le nuove regole sull'accertamento immediatamente esecutivo, che nelle stime di tutti (e nei molti allarmi lanciati dal Consiglio di presidenza della giustizia tributaria), comporterà un aumento delle istanze di sospensione.

La situazione delle sospensive però mostra che le commissioni su questo tema sono già in affanno. Un dato del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria mostra che nel corso del 2010 le richieste pervenute alle commissioni erano in tutto 199mila. Nello stesso periodo però le decisioni nel merito sarebbero state 83mila, con un aumento quindi dell'arretrato, che produrrà un effetto cumulativo di allungamento dei termini.

Senza contare che quest'anno si profila già una possibile causa di aumento del contenzioso. Dal 2 maggio scorso l'agenzia del Territorio potrà infatti determinare la rendita presunta per gli immobili fantasma, un'operazione che secondo le assicurazioni dell'Agenzia stessa entro la fine di quest'anno dovrebbe essere conclusa. La comunicazione delle rendite potrà essere impugnata e sarà sicuramente una causa di contenzioso ulteriore e presumibilmente di richieste di sospensive.

La prima relazione del dipartimento delle Finanze sulla giustizia tributaria pur riportando il dato medio nazionale per le istanze di sospensiva, già nel 2010 (secondo il consuntivo rispetto al 2009) non dava una ripartizione territoriale dei tempi medi dei provvedimenti invocati dal contribuente per bloccare l'esecuzione della cartella. Un dato difficile da avere di questi tempi, visto che lo stesso segretario generale del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, Giuseppe D'Avanzo, ammette: «Abbiamo più volte chiesto quante commissioni si pongono in un intervallo tra 120 e 240 giorni, ma non abbiamo mai avuto risposta».

Lasciando quindi una risposta ufficiale sul tema tra gli arcana imperi, si può avere idea di quanto la realtà sia differente da commissione a commissione da un sondaggio de «Il Sole 24 Ore» presso alcune commissioni tributarie. Per esempio, a Torino, Bari, Bologna, Firenze, Cagliari, Ancona, Milano, i contribuenti hanno buone possibilità di vedersi riconosciute la sospensiva che chiedono ai giudici, sempre che questi ne ritengano fondate le ragioni, in meno di cento giorni. In sedi non proprio secondarie, come Roma, Napoli o Catania, i 180 giorni concessi dal decreto sviluppo sono sicuramente insufficienti. Questo dipende non dalle ragioni del contribuente e neanche dall'efficienza del collegio che si dovrà occupare della sua questione, ma solo dall'organizzazione e dall'arretrato della Commissione tributaria.

 

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