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In condominio morosità al 22%

L’onda è stata lunga ma ormai è arrivata: in condominio il 22% dei pagamenti è in ritardo, proprio mentre la riforma (legge 220/2012) stringe la rete sui morosi. Ma la legge non ha tenuto conto della crisi, che alla fine ha coinvolto le rate condominiali. A segnalare la preoccupante evoluzione è l’agenzia stampa immobiliare Agire.tv, che riporta l’analisi condotta dall’Anaci (Associazione di amministratori condominiali) sugli edifici amministrati dai propri iscritti.
Nell’ultimo anno i condomini che pagano la rata condominiale in ritardo sono praticamente raddoppiati di numero: a Roma, Milano e Torino la morosità si aggira sul 22% del totale, ma nelle zone del Sud la situazione è ancora peggiore e provoca disagi anche la gestione delle spese di “primaria necessità”. A Roma il 20% dei proprietari d’appartamento non ha pagato le ultime rate. La percentuale è salita in 12 mesi del 10%, e il ritardo medio accumulato è ormai di sei mesi, mentre il debito medio ammonta a circa 500 euro l’anno. Secondo il presidente dell’Anaci, Pietro Membri «Se l’economia nazionale non cambierà rotta la situazione si aggraverà con il passare dei mesi» e il segretario nazionale Andrea Finizio aggiunge: «La sofferenza diventa preoccupante perché le prospettive future non sono incoraggianti».
A Milano la situazione è simile a quella di Roma: pagano in ritardo più del 10% dei condomini con ammanchi però assai più consistenti, dai 2500 a 3500 euro. A Torino il tasso di morosità è passato al 30%, e l’importo è di circa 400 euro. Anche a Bolzano la crisi si fa sentire: i morosi sono circa il 20% e per recuperare il dovuto sono necessari, mediamente, almeno due mesi. Per porre rimedio, sottolinea Marco Lombardozzi, Presidente Anaci Bolzano, «gli amministratori di condominio sono costretti a combattere in prima linea con i fornitori che lamentano pagamenti dilazionati e minacciano la sospensione delle forniture dei servizi».
Al sud va ancora peggio: a Trani la morosità oscilla tra il 25 e il 30 per cento, con un ritardo medio nei pagamenti di circa sei mesi dalla data di emissione delle rate e un debito medio tra i 500 e i 700 euro. Ugo Calò, Presidente Anaci-Bat, precisa: «Le difficoltà maggiori sono sulle forniture di acqua ed energia elettrica per le quali le società erogatrici applicano la sospensione del servizio».

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