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In calo lo spread, oggi il test sui BoT

Dopo aver venduto pesantemente titoli italiani nella seduta di lunedì, ieri sono scattate le “ricoperture” degli operatori su tutta la curva dei rendimenti. Un “rimbalzo tecnico” dopo che le incertezze politiche legati alle dimissioni anticipate del premier Monti avevano riportato lo spread oltre 350 punnti base nella seduta di lunedì. Ieri il differenziale di rendimento tra Bund e BTp è sceso di 11 punti rispetto alla vigilia attestandosi a fine seduta a quota 340, con il tasso sul decennale passato dal 4,823 al 4,708 per cento. Movimenti analoghi si sono peraltro visti anche sulla parte breve della curva dei rendimenti.
Bene l’asta spagnola
A contribuire al recupero dei titoli italiani, oltre al fattore tecnico è stato il miglior clima sui titoli periferici dopo la chiusura del “buyback” dei titoli greci (vedi articolo in pagina) e soprattutto il buon esito dell’asta spagnola a 12 e 18 mesi. Un appuntamento, quest’ultimo, molto atteso per testare il polso dei mercati dopo le fibrillazioni dei giorni scorsi. Un test che Madrid ha passato senza problemi raccogliendo 3,89 miliardi euro, oltre l’obiettivo massimo di 3,5 miliardi, con tassi in calo. Nello specifico, per il titolo annuale, il tasso è passato dal 2,797% al 2,556% dell’asta di novembre, mentre sul 18 mesi il rendimento è sceso dal 3,034 al 2,778 per cento. Buoni segnali poi si sono registrati sul fronte della domanda, pari a 2,46 volte l’offerta (dal 2,12 di novembre) sul 12 mesi mentre sulla scadenza a 18 mesi, il rapporto di copertura è stato relativamente stabile. L’esito del collocamento spagnolo, comunicato a metà mattinata, ha avuto un impatto immediato sull’andamento dello spread Bund-BTp. Il differenziale, che nelle prime ore di contrattazioni viaggiava nettamente sopra quota 350, si è così ridimensionato arrivando a chiudere a 340, dopo aver toccato un minimo di seduta a 338.
Oggi il test dei BoT
Il collocamento spagnolo era atteso con particolare attenzione soprattutto in vista degli appuntamenti che il Tesoro ha in programma per oggi e domani, quando andranno all’asta circa 10 miliardi di titoli. Oggi in particolare dovranno essere piazzati 6,5 miliardi di titoli a 12 mesi. A meno di sorprese comunque i rendimenti dovrebbero attestarsi sotto l’1,762% del collocamento dello scorso 13 novembre. Almeno stando alle indicazioni del mercato secondario. Il rendimento sull’annuale, dopo aver toccato 1,660% lunedì, si è infatti ridotto ieri attestandosi all’1,584 per cento. Più delicati saranno i collocamenti di giovedì, quando andranno all’asta BTp triennali e off-the run con scadenza 2026. Ieri Maria Cannata, capo del dipartimento del debito pubblico del Tesoro, ha voluto rassicurare i mercati in vista delle scadenze del 2013. «Quello che ci aspetta – ha dichiarato – è un andamento molto più ordinato dei rendimenti» dopo l’estrema volatilità del 2012. «Avevamo messo in conto la volatilità che di solito accompagna una campagna elettorale – ha aggiunto commentando le fibrillazioni degli ultimi giorni – siamo rimasti un pò sorpresi dagli eventi, ma solo perché il timing è stato anticipato».
Tra gli analisti peraltro non manca chi considera eccessiva l’impennata dello spread di lunedì, amplificata dalle prese di profitto di fine anno su asset che, nel 2012, hanno registrato performance da record. Dall’inizio dell’anno i titoli italiani hanno reso mediamente il 18% contro il +4,3% dei tedeschi e il 4,2 dei titoli spagnoli.

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