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In calo i prestiti bancari alle imprese

Il credito erogato alle imprese italiane è in calo (-0,7% a settembre) proseguendo la riduzione iniziata nell’ottobre 2011 (-0,3% in media al mese nell’intero periodo). Sempre più aziende fanno fatica a ottenere prestiti bancari. Altre hanno smesso di chiederli a fronte di tassi di interesse troppo alti. E il credito scarso e costoso frena gli investimenti e l’operatività delle aziende. Uno scenario, quello creditizio, le cui dinamiche secondo CsC sono strettamente legate agli sviluppi nella doppia crisi dei debiti sovrani e dei bilanci bancari. Ma nel medio periodo la previsione è un proseguimento del deleveraging (riduzione del livello di indebitamento) «a causa delle richieste di Basilea 3 sul capitale e dell’aumento dei prestiti in sofferenza».
Secondo i dati qualitativi dell’indagine Banca d’Italia, i criteri per la concessione di prestiti alle imprese sono stati ulteriormente irrigiditi nel III trimestre 2012, con un’intensità superiore a quella del secondo trimestre. La stretta addizionale, che si somma a quelle attuate fin dall’avvio della crisi, fa sì che le condizioni creditizie diventino sempre più penalizzanti per le imprese italiane rispetto a quelle tedesche. L’indagine Banca d’Italia – Il Sole 24 Ore segnala che «l’accesso al credito è peggiorato per il 26% delle imprese italiane nel III trimestre». La stretta dell’offerta di credito è consistita, oltre che nel taglio dei volumi, anche in maggiori richieste di garanzie e accorciamento delle scadenze. Ma soprattutto nell’aumento dei margini, che ha impedito alle imprese di beneficiare di tassi contenuti, in linea con i tagli Bce e il calo dei tassi di mercato a breve.
La domanda di credito delle imprese in Italia è calata nel III trimestre 2012, seguendo le riduzioni nei primi due. Scendono le richieste di fondi per investimenti fissi; si è fermata la richiesta di credito per ristrutturare il debito. La carenza di credito riduce la liquidità delle imprese. Secondo l’indagine Istat, nel manifatturiero la disponibilità di liquidità è a livelli molto ridotti rispetto alle esigenze operative (saldo a +4 a novembre, da +20 a inizio 2011). E le aziende prevedono ulteriori cali.

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