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In calo i prestiti alle imprese, depositi a +4%

ROMA
A dicembre 2015 i prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti cancellati e ceduti dai bilanci bancari hanno fatto registrare, su base annua, una flessione dello 0,3 per cento. È quanto segnala la Banca d’Italia, che ieri ha pubblicato il supplemento Moneta e banche del suo bollettino statistico. Il dato è tuttavia la sintesi di due dinamiche differenti in due diversi comparti: i prestiti alle famiglie continuano a crescere sono aumentati dello 0,8% tendenziale nell’ultimo mese dell’anno scorso, come nel mese di novembre; quelli alle imprese, invece sono diminuiti, sempre su base annua, dello 0,7%, dopo che in novembre erano aumentati dello 0,2 per cento. Il cammino per il recupero di erogazioni positive verso le aziende resta lento insomma, così come resta lento e incerto il passo della congiuntura non solo italiana ma europea ( è di ieri la notizia che la produzione industriale tedesca a dicembre si è contratta dell’1,2 per cento, a fronte di un aumento atteso dagli operatori dello 0,4% e per il partner tedesco si tratta della maggiore contrazione degli ultimi 16 mesi). Ma, nel rileggere e confrontare le cifre con le variazioni di novembre tanto sul versante dei prestiti quanto su quello dei depositi, precisa via Nazionale, bisogna tener conto del fatto che su di essi potrebbero aver influito gli effetti della diversa scadenza fiscale prevista per i versamenti in autotassazione, che era stata fissata nel 2015 al 30 novembre e nel 2014 al primo di dicembre.
Sta di fatto che in dicembre il tasso di crescita dei depositi bancari è aumentato molto: esso infatti è stato cresciuto del 4% contro il +2,3% in novembre . Prosegue invece la riduzione della raccolta obbligazionaria, incluse le obbligazioni detenute dal sistema bancario: la flessione su base annua è stata del 15,1 % più contenuta , peraltro rispetto al meno 15,9 per cento di novembre.
Il sismografo di via Nazionale rileva inoltre anche una riduzione del tasso di crescita delle sofferenze : il tasso d’incremento nei dodici mesi in dicembre, sempre al netto delle cartolarizzazioni, è stato infatti pari al 9,4 per cento, contro il +11 per cento di novembre . Dunque almeno sembra in fase di attenuazione quel fenomeno che rappresenta l’eredità di otto duri anni di crisi. Le consistenze a livello numerico dicono che le sofferenze al netto degli accantonamenti sono pari a 88 miliardi e 835 milioni; quelle al lordo si attestano a 200 miliardi e 938 milioni. La questione dei cospicui accantonamenti realizzati dal sistema bancario italiano anche sotto il pungolo della vigilanza di Bankitalia è tutt’altro che irrilevante, al momento di fare i confronti internazionali: basti pensare che l’intera massa dei crediti deteriorati che espressi al lordo rappresenta il 18 per cento del totale dei prestiti al netto delle coperture scende al 10 per cento. Le banche italiane detengono inoltre, come si sa , a fronte delle esposizioni deteriorate, garanzie reali per ben 160 miliardi.Per quel che riguarda, infine, i tassi d’interesse, dai dati diffusi ieri da Bankitalia si evince che i tassi d’interesse sui finanziamenti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni , comprensivi delle spese accessorie, sono stati pari al 2,80 per cento in dicembre contro il 2,85% del mese di novembre; quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo sono stati pari al 7,9%(contro l’8,29% del mese precedente) . Invece i tassi d’interesse sui nuovi prestiti alle imprese per un importo fino a un milione di euro e sono stati pari al 2,72%(2,76 a novembre) e quelli per un importo superiore alla soglia del milione sono stati dell’1,26%( contro l’1,07% a novembre). I tassi passivi sui depositi, infine, sono stati dello 0,52 per cento.

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