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In Borsa corre l’«Euro-periferia»

Il giudizio di fondo è positivo. I vari asset, con l’eccezione dell’euro (vedere articolo in pagina), hanno plaudito alle mosse della Bce. Le principali Borse europee, con Milano (+1,52%) e Madrid (+1,12%) le migliori, sono salite. Unica eccezione, la City inglese (-0,08%). Certo, l’inesperto osservatore avrebbe potuto attendersi un balzo maggiore. Tuttavia: da una lato, non può dimenticarsi che, ad esempio, Francoforte (+0,2%) ha comunque raggiunto il suo massimo storico (10.013 punti nell’intraday); e, dall’altro, che il cocktail servito da Mario Draghi nel primo pomeriggio deve essere comunque «digerito». La riprova di quest’ultima affermazione arriva proprio dall’andamento dei listini. Questi, in perfetto sincrono, subito dopo l’annuncio dell’abbassamento del corridoio dei tassi (quelli sui depositi presso la Bce addirittura negativi) sono saliti. Per, poi, accelerare ancora di più in avvio della conferenza stampa dell’Eurogovernatore. Successivamente, però, hanno abbassato la testa. Il segnale per l’appunto, festeggiata l’ennesima strategia espansiva della Bce, che ora bisogna capirne la reale portata. Anche perchè, come sottolinea Claudio Barberis, responsabile asset allocation di Moneyfarm.com, «non c’è stata la mossa a sorpresa, l’annuncio dell’arma “finale”. Bensì, l’affidarsi a diversi strumenti, in qualche modo, noti e sperimentati». Lo stesso programma di acquisto degli Abs (il programma più ambizioso) è stato solo accennato, senza indicarne la concretizzazione. Così, all’interno di questo contesto, a Piazza Affari e Madrid, i settori dei bancari e dei servizi finanziari hanno messo a segno la migliore performance. A livello paneuropeo, invece, l’automotive ha fatto la parte del leone. ù
Fin qui l’andamento delle Borse (l’S&P500, negli Usa, ha aggiornato il record storico) e delle azioni. Quale, però, la dinamica del reddito fisso? Lo spread BTp-Bund, sceso fino a quota 144, ha archiviato la seduta in leggero ribasso a 152 punti base. Il saggio del decennale italiano, dal canto suo, si è assestato al 2,93%. Simile il trend in quel di Spagna. Qui la differenza di rendimento tra il Bonos e il bond di Berlino ha chiuso a 141 basis point, mentre il tasso del buono spagnolo è stata del 2,82%. Ciò detto, quali i possibili effetti delle mosse della Bce sui titoli di Stato? Gli esperti, un po’ in coro, prevedono un beneficio per il debito pubblico della periferia di Eurolandia. In generale poi, rispetto alla curva dei rendimenti, UniCredit stima l’appiattirsi dei tassi soprattutto entro la duration di 5-7 anni. Il motivo? È presto detto. In primis, la mossa di Draghi sui tassi induce le banche, non più interessate nel deposito di liquidità a una settimana presso di Lei, a cercare asset alternativi. Cioè, i titoli a breve. Il flusso di acquisti, ovviamente, da un lato schiaccia i rendimenti; e, dall’altro, spinge gli altri investitori a “spostarsi” su scadenze maggiori. Ma non solo. Le banche domestiche, che sfruttato i titoli di Stato per sostenere il proprio margine d’interesse, sono anch’esse obbligate a cercare maggiore rendimento in duration più lunghe. Di qui, il possibile schiacciarsi dei tassi. Al di là, però, del futuro già oggi negli Usa si guarda alla disoccupazione. Ieri le richieste di sussidi sono salite.
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