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In Borsa calano i timori su Cipro

Forse la salvezza alla fine arriverà, almeno in parte, da Mosca. Forse qualche compromesso si troverà. Forse Cipro, nonostante la sua pesante crisi, in qualche modo sarà salvata. È bastato questo pensiero, unito all’attesa per il comunicato della Federal Reserve Usa che sin dalla mattina si preannunciava ancora una volta espansivo e positivo per i mercati, a ridare ieri fiato alle Borse e ai mercati obbligazionari dopo i ribassi dei giorni scorsi. Così le Borse europee, che avevano mediamente perso il 2,65% nelle ultime 4 sedute, ieri hanno recuperato l’1,38%. E Piazza Affari, che dal 14 marzo aveva bruciato il 2,85%, ieri ha ripreso il 2,20%. Parigi ha invece guadagnato l’1,43% e Francoforte lo 0,68%. Di pari passo si è ridotto lo spread tra BTp e Bund, sceso dai 335 punti base di martedì ai 324 di ieri.
Il rimbalzo potrebbe insomma essere figlio della stessa grande incertezza che aveva prodotto i ribassi dei giorni precedenti. Ma potrebbe anche rappresentare una semplice pausa: ieri era per esempio Larry Fink, numero uno del fondo più grande del mondo Blackrock, a dichiarare: «La crisi di Cipro non mi interessa. Ha un impatto solo simbolico in Europa, ma non è una fonte di preoccupazione economica». La crisi di Cipro in effetti non è negativa per le dimensioni (si tratta pur sempre di una piccola isola), ma perché dimostra – per l’ennesima volta – che l’Europa è incapace di produrre soluzioni ai problemi.
Questa volta la salvezza potrebbe arrivare da Mosca: ieri girava voce, poi smentita, che fosse stato raggiunto un accordo per la vendita ai russi della Cyprus Popular Bank (la seconda banca del Paese con attivi pari a 33,8 miliardi di euro) in cambio di aiuti. Ma ugualmente l’intervento russo dimostrerebbe l’inconcludenza europea: di fatto, insomma, confermerebbe i soliti dubbi degli investitori. «Questa vicenda ci ricorda quanto è fragile l’Europa – osservava ieri lo stesso Fink –. Ci conferma che la crisi europea sarà ancora lunga».
Ieri è stata anche l’attesa per la Federal Reserve a tenere sui mercati un tono positivo. Un po’ tutti si aspettavano che la banca centrale Usa confermasse gli stimoli monetari, la “droga” monetaria, anche a causa delle turbolenze in arrivo dall’Europa. Questo ha dato smalto ai mercati e questo, in serata, è stato confermato dalla Fed: la banca centrale Usa ha annunciato che manterrà il piede sull’acceleratore. I tassi di interesse restano fermi fra lo zero e lo 0,25% e il piano di acquisti di titoli di Stato prosegue invariato per 85 miliardi di dollari al mese. Questa è musica per i mercati. Infatti la stessa Wall Street, positiva per tutta la seduta, in serata ha portato i guadagni a circa lo 0,7%.

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