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In banca sentinelle antiriciclaggio

di Fabrizio Vedana

Banche, intermediari e fiduciarie: da settembre obbligatorio avere un responsabile antiriciclaggio Deve essere istituita una apposita funzione antiriciclaggio e nominato il relativo responsabile; ammessa l'esternalizzazione della funzione solo in casi limitati; va formalizzata l'attribuzione della responsabilità per la segnalazione delle operazioni sospette; definiti i compiti in materia di antiriciclaggio a carico di consiglio di amministrazione, collegio sindacale, organismo di vigilanza 231, funzione di compliance e revisione interna. Lo prevede la Banca d'Italia con il provvedimento del 10 marzo recante disposizioni attuative in materia di organizzazione, procedure e controlli interni volti a prevenire l'utilizzo degli intermediari e degli altri soggetti che svolgono attività finanziaria a fini di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo.

La normativa, la cui emanazione era attesa da tutto il settore per i rilevanti impatti che è destinata ad avere sul piano organizzativo e procedurale, costituisce l'attuazione dell'articolo 7 comma 2 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231 secondo cui le autorità di vigilanza, d'intesa tra di loro, emanano disposizioni circa le modalità di adempimento degli obblighi concernenti l'organizzazione, le procedure e i controlli interni volti a prevenire l'utilizzo degli intermediari e degli altri soggetti che svolgono attività finanziaria a fini di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo.

Il provvedimento, adottato dalla Banca d'Italia d'intesa con Consob e Isvap, si applica alle banche, alle Poste, alla Cassa Depositi e Prestiti, agli intermediari (Sgr, Sim, società finanziarie, Sicav), agli agenti in attività finanziaria, ai mediatori creditizi, ali istituti di pagamento e alle società fiduciarie vigilate dalla Banca d'Italia (ovvero iscrivende nel nuovo albo previsto dal combinato disposto dell'articolo 199 del Testo Unico della Finanza) e dell'articolo 106 del Testo Unico Bancario).

Il primo capitolo ha lo scopo di descrivere compiti e responsabilità degli organi aziendali (consiglio di amministrazione e collegio sindacale, consiglio di sorveglianza e consiglio di gestione ecc., a seconda del modello di amministrazione prescelto).

Al cda viene chiesto, in particolare, di definire politiche aziendali coerenti con i principi e le regole antiriciclaggio, di porre in atto misure organizzative e operative atte ad evitare il rischio di coinvolgimento in episodi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo e di svolgere controlli sul rispetto della normativa e sull'adeguato presidio dei rischi. Il cda dovrà sentire il collegio sindacale in merito alle decisioni concernenti la nomina del responsabile della funzione antiriciclaggio. Grande importanza viene inoltre assegnata all'adozione da parte dell'azienda di un modello organizzativo ai sensi del dlgs. 231/01 e al relativo organismo di vigilanza.

Il secondo capitolo, invece, definisce l'assetto dei presidi antiriciclaggio soffermandosi, in particolare, nel definire compiti e responsabilità della nuova funzione antiriciclaggio alla quale spetta il compito di verificare nel continuo le procedure aziendali siano coerenti con l'obiettivo di prevenire e contrastare la violazione di norme in materia di riciclaggio di finanziamento del terrorismo. La funzione antiriciclaggio, che potrà anche essere affidata a soggetti esterni dotati di idonei requisiti, dovrà avere un responsabile in possesso di adeguati requisiti di indipendenza, autorevolezza e professionalità. La responsabilità della funzione antiriciclaggio può essere attribuita ad un amministratore privo di deleghe operative solo in caso di intermediari aventi ridotte dimensioni. La funzione antiriciclaggio dovrà produrre con cadenza almeno annuale una relazione sull'attività svolta e collaborare con le altre funzioni presenti in azienda e in particolare con quelle più coinvolte negli aspetti connessi al contrasto del riciclaggio ovvero con la funzione di compliance, con la revisione interna, l'area legale, l'organizzazione, i sistemi informativi e il risk manager. Fondamentale importanza viene assegnata alla formazione del personale in ordine agli obblighi previsti dalla normativa antiriciclaggio.

Il terzo capitolo del provvedimento è dedicato alla definizione delle funzioni e dei compiti in materia di antiriciclaggio nell'ambito delle strutture di gruppo (gruppi bancari ecc.) mentre il quarto e ultimo capitolo prevede specifiche regole e presidi organizzativi a carico dei soggetti che svolgono l'attività di money transfer e quella fiduciaria.

Ai soggetti attivi nel money transfer viene richiesto di avere un sistema informativo in grado di consentire di monitorare in tempo reale le operazioni effettuate, anche tramite la rete degli agenti e collaboratori; alle società fiduciarie viene richiesto di prestare una particolare attenzione al momento dell'instaurazione del mandato fiduciario avendo cura di raccogliere informazioni sul titolare effettivo che andrà comunicato alla banca e agli intermediari tenuti ali adempimenti antiriciclaggio solo se la fiduciaria non è sottoposta alla vigilanza della Banca d'Italia.

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