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In banca prelievi senza paletti

di Nicola Forte

Dopodomani scattano le sanzioni: il limite di 1.000 euro previsto per il trasferimento di denaro contante, libretti e titoli al portatore costituisce soglia per infrazioni sanzionabili a partire da mercoledì 1° febbraio 2012. Il chiarimento è stato fornito dal ministero dell'Economia e finanze (Mef) con la circolare 2 del 16 gennaio scorso.
Il periodo di moratoria è stato previsto durante la fase di conversione in legge del Dl 201/2011, che – nella sua versione iniziale – non conteneva alcuna specifica disposizione sul punto. Con la conseguenza che, in assenza di emendamenti, sarebbero state subito sanzionabili le eventuali violazioni avvenute dal 6 dicembre 2011 in poi. Da mercoledì, però, le infrazioni diventano punibili.
Allo sportello
Oltre al tema delle sanzioni, il documento di prassi fornisce ulteriori indicazioni. Innanzitutto, dovrebbe essere stato definitivamente chiarito il problema dovuto ai prelevamenti e ai versamenti bancari effettuati dai correntisti in misura superiore alla nuova soglia di 1.000 euro. Infatti, nonostante le chiare indicazioni fornite dalla circolare del 4 novembre del 2011 del ministero del Tesoro, con la quale si spiegava che i comportamenti descritti avrebbero dovuto essere sicuramente considerati corretti, le banche non si sono adeguate. Di fatto, gli istituti di credito hanno continuato a chiedere ai correntisti notizie e particolari circa le intenzioni di utilizzo relative all'uso del contante prelevato.
In relazione a questi comportamenti, le banche hanno dovuto registrare una prima presa di posizione da parte dell'Abi (circolare dell'11 gennaio 2012), in base alla quale il nuovo limite di 1.000 euro non può trovare applicazione per i prelevamenti e versamenti bancari, in quanto manca il presupposto essenziale: il trasferimento di una somma di denaro. Al contrario, nel caso specifico, il correntista continua ad avere disponibilità della somma prelevata, che prima era in giacenza sul conto corrente e ora passa direttamente nelle proprie mani. L'interpretazione è stata da ultimo confermata dalla circolare n. 2 del Mef secondo cui prelevamenti e versamenti bancari effettuati oltre la nuova soglia non costituiscono automaticamente violazione. Il nuovo obbligo va però coordinato con le altre disposizioni applicabili in ambito bancario (si veda l'altro articolo in pagina).
I termini per la notifica
La circolare ha poi ricordato che le funzioni in materia di procedimenti amministrativi sanzionatori antiriciclaggio, relativamente alle sanzioni di cui all'articolo 58 del Dlgs 231/2007, sono esercitate dalle ragionerie territoriali dello Stato competenti per territorio secondo quanto previsto dal Dm 17 novembre 2011. La novità è entrata in vigore dal 1° settembre 2011 per effetto di quanto previsto dall'articolo 2, comma 4-bis, del Dl 138/2011 (convertito dalla legge 148/2011).
Un'altra precisazione riguarda il termine di 90 giorni previsto per notificare la contestazione all'autore della violazione.
I destinatari delle disposizioni in materia di antiriciclaggio che in relazione ai compiti di servizio e nei limiti delle loro attribuzioni hanno notizia delle infrazioni relative all'uso del contante, libretti, assegni, e così via devono fornirne comunicazione entro 30 giorni al ministero dell'economia. L'obbligo riguarda, ad esempio, i dottori commercialisti, consulenti del lavoro, avvocati, banche e poste.
Ora: il termine entro cui contestare la violazione rimane di 90 giorni se il segnalante ha riportato in maniera completa i dati anagrafici della persona e ha prodotto copia del titolo irregolare. Se invece i dati sono incompleti, sarà possibile interrompere il termine chiedendo ulteriori elementi al segnalante. I termini inizieranno nuovamente a decorrere dal momento della successiva acquisizione di tutti i dati necessari.

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