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In banca nuovo identikit per il responsabile fiscale

Nuovi compiti al responsabile della funzione fiscale. Con l’obiettivo di prevenire, controllare e attenuare, secondo un approccio “risk based”, il pericolo di infrangere le norme tributarie. E’ quanto previsto per le banche dalle recenti disposizioni dell’Organo di Vigilanza (15° aggiornamento della Circolare 263/2006).
L’importanza di una “tax compliance” è all’attenzione del legislatore internazionale e nazionale da qualche anno. Il disegno di legge delega per la revisione del sistema fiscale (Ddl n. 1058) già nella sua prima stesura prevedeva, per imprese di grandi dimensioni, l’individuazione di un presidio per gestire e controllare il rischio fiscale. La disciplina prudenziale recentemente emanata dalla Banca d’Italia ha anticipato per le banche la novità legislativa, inserendo il rischio di non conformità alle normative di natura fiscale nel perimetro della funzione compliance.
La non conformità fiscale
Secondo Bankitalia, la verifica della conformità dell’attività della banca alle norme fiscali comporta un’analisi delle procedure aziendali. Occorre evitare che la non adeguatezza di un processo possa determinare la violazione di norme fiscali o la sua elusione, nonché l’eventualità che situazioni di abuso del diritto espongano l’azienda a rischi di sanzioni o reputazionali. Il controllo è esteso anche alle operazioni effettuate dalla clientela: per evitare il rischio che eventuali operazioni fiscalmente irregolari del cliente possano coinvolgere la banca. La prevenzione del rischio di non conformità fiscale comporta almeno la definizione ex ante di procedure per prevenire le violazioni e la verifica ex post dell’adeguatezza di tali procedure a soddisfare l’obiettivo assegnato.
Responsabilità condivisa
La responsabilità di prevenire il rischio di non conformità è a carico del responsabile della funzione compliance (cosiddetto compliance officer). Ma, nel caso in cui all’interno della banca sia già presente una unità organizzativa che presidi la tematica fiscale, è consentito assegnare a tale struttura una specifica attività in materia. La conseguenza è che il responsabile della funzione fiscale potrà essere chiamato ad analizzare e valutare risvolti dell’operatività aziendale diversi da quelli normalmente osservati. Diventando parte attiva del processo di compliance. In concreto, la banca può graduare i compiti della funzione compliance attribuendo parte degli stessi alla funzione fiscale specialistica. La funzione di conformità rimane responsabile, in collaborazione con la funzione fiscale, almeno delle metodologie di valutazione del rischio di non conformità e della individuazione delle procedure per prevenire irregolarità fiscali. Verificando, in quest’ultimo caso, l’adeguatezza delle stesse a prevenire il rischio di non conformità fiscale. Restanti attività e responsabilità possono essere attribuite alla funzione fiscale. Il processo di conformità potrebbe comportare una responsabilità condivisa tra le due funzioni, purchè ricondotto ad unità con la nomina di un responsabile che coordini e sovraintenda a tutte le attività.
Il risk assessment
Per la prevenzione del rischio di non conformità fiscale va adottato un processo formalizzato (regolamento/policy) che descriva procedure adottate, risorse coinvolte e attività di controllo previste. Quest’ultime potrebbero essere suddivise nelle fasi previste da un tipico processo di gestione dei rischi: definizione del contesto, valutazione del rischio, trattamento del rischio, monitoraggio e comunicazione. In questo caso, alla funzione compliance potrebbero essere assegnate specifiche fasi di definizione del contesto, di trattamento del rischio, di monitoraggio e di comunicazione. Alla funzione fiscale potrebbe, invece, essere assegnata l’attività di valutazione (risk assessment), che implica l’identificazione, l’analisi e la valutazione puntuale di tutti i potenziali eventi di rischio fiscale a cui è esposta la banca.

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