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In banca l’extra viene dopo l’Inps

L’erogazione dell’assegno emergenziale ai lavoratori licenziati da aziende del credito è subordinata al riconoscimento dell’indennità di disoccupazione ordinaria da parte dell’Inps. Lo precisa lo stesso ente di previdenza nella circolare n. 82/2012. La circolare fornisce ulteriori istruzioni operative al fondo solidarietà previsto per il settore credito e, in particolare, al nuovo assegno per il sostegno del reddito, della durata massima di 24 mesi, previsto dal decreto n. 158/2000, cosiddetto assegno emergenziale. Poiché è previsto che tale assegno operi «a integrazione del trattamento di disoccupazione di legge», spiega l’Inps, ne deriva che la sua erogazione è da ritenersi subordinata al riconoscimento dell’indennità di disoccupazione ordinaria.

L’Inps, inoltre, spiega che al nuovo assegno di applicano le regole vigenti in materia di decorrenza, sospensione e decadenza del trattamento di disoccupazione. In particolare, se il licenziamento non è preceduto da preavviso, il trattamento di disoccupazione e l’assegno emergenziale decorrono a far data dall’ottavo giorno successivo al termine dell’indennità sostitutiva. L’ammontare della nuova prestazione e della relativa contribuzione sono per metà a carico del fondo e per l’altra metà a carico del datore di lavoro. Per quanto riguarda l’importo, l’assegno emergenziale va riconosciuto fino al raggiungimento delle seguenti misure:

a) 80% dell’ultima retribuzione tabellare lorda mensile spettante al lavoratore, con massimale pari a 2.220 euro lordi mensili, per retribuzioni tabellari annue fino a euro 38.000;

b) 70% dell’ultima retribuzione tabellare lorda mensile spettante al lavoratore, con un massimale pari a 2.500 euro lordi mensili, per retribuzioni tabellari annue da 38.001 a 50.000 euro;

c) 60% dell’ultima retribuzione tabellare lorda mensile spettante al lavoratore, con un massimale pari a 3.500 euro lordi mensili, per retribuzioni tabellari annue oltre 50.000 euro.

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