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In autunno non cadono le azioni

La debole lateralità dell’ultima ottava è un andamento atteso, dopo il grande rialzo degli indici dai minimi di fine luglio. Il calo è limitato (il Ftse Mib nell’ultima settimana è sceso solo del 3%) e lo scarico dell’ipercomprato è una pausa salutare prima di un nuovo rialzo.
Fino al 5-10% in meno rispetto ai massimi dell’altro venerdì, infatti, i ribassi – secondo gli analisti tecnici – rappresentano una buona occasione di acquisto in vista di un rally che potrebbe riprendere presto e continuare almeno fino a dicembre 2012-inizio 2013.
Poi, l’anno prossimo, le prospettive dovrebbero essere meno brillanti per i listini, mentre secondo gli strategist andrà decisamente meglio per le commodities (quelle industriali, ma anche i metalli preziosi a partire dall’oro) sull’onda dell’attesa ripresa economica.
Nel frattempo il problema è quello della scelta delle azioni e delle aree geografiche sulle quali puntare per massimizzare il ritorno dell’equity nel periodo che ci separa da fine anno. «A nostro avviso – ha spiegato Paolo Federici, Country Head Italia per Fidelity International, durante una tavola rotonda virtuale organizzata dalla community Ricercaefinanza.it – l’Europa, dopo essere rimasta a lungo fuori dagli schermi radar degli investitori istituzionali, è l’area geografica che potrebbe riservare le maggiori soddisfazioni. I motivi? L’affievolirsi delle tensioni legate al debito sovrano, le politiche fiscali e monetarie accomodanti, la presenza di valutazioni (Price/earning e Price/book value) sotto le medie storiche, un dividend yield interessante sia in senso assoluto che rispetto ai tassi sulle obbligazioni e un ritorno delle operazioni di M&A».
Gli analisti di Hsbc sottolineano che «nelle ultime settimane in Europa sono accadute molte cose, ma i prezzi azionari secondo noi restano bassi: pensiamo che i titoli value sovraperformeranno il mercato, in un contesto di valutazioni attraenti e di grande volatilità nei dati macro, e che i settori migliori saranno le banche, i finanziari diversificati, le utilities, l’energia e le telecomunicazioni».
Ma come reagiranno sul lungo i mercati azionari alle iniziative della Banca centrale europea e al terzo Quantitative easing (Qe) della Federal Reserve americana? «Dipenderà dal miglioramento o meno dello scenario macroeconomico nei prossimi due o tre mesi – risponde uno studio di Morgan Stanley –, adesso è presto per dirlo. Però possiamo notare che le prime reazioni dei mercati sono state in linea con quanto accaduto nelle fasi 1 e 2 del Qe: l’aumento del Price earning medio e della propensione al rischio, un rafforzamento del prezzo delle materie prime, un calo dei rendimenti obbligazionari, l’apprezzamento dell’euro, la sovraperformance dei titoli/settori ad alto beta e la rotazione dai difensivi alle materie prime».
Però un miglioramento convincente e solido dei listini, osservano in sostanza all’ufficio studi di Morgan Stanley, si avrà solo con un miglioramento reale delle prospettive di crescita, ma questo potremo vederlo solo nei prossimi mesi. In caso contrario, se non vi sarà una ripresa reale, vedremo un rally tattico, magari anche rilevante in percentuale, ma senza grande fiato. In ogni caso, sempre secondo Morgan Stanley, nei prossimi mesi saranno da preferire i titoli assicurativi, i materiali e le utilities. Dopo, si vedrà.
«Ci aspettiamo che da qui a fine anno – conclude Anna Guglielmetti, responsabile Fixed income e Deputy Cio per Credit Suisse Milano – i mercati azionari possano sovraperformare leggermente bond e cash con un ritorno dell’ordine del 3-4 per cento. Per quanto riguarda l’esposizione strategica all’interno di un portafoglio azionario in termini geografici preferiamo l’Eurozona. Le valutazioni sono decisamente attraenti e il percorso verso una stabilizzazione dell’euro, seppur ancora caratterizzato da rischi e decisioni politiche cruciali nel breve e medio periodo, è ormai ben avviato e gradualmente potrà contribuire ad abbassare il premio al rischio e a stabilizzare la crescita. I settori che preferiamo, a livello globale, sono tecnologia, energia e salute».

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