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In arrivo più tutele ai consumatori

di Maurizio Di Rocco

Cosa dovrà riportare la percentuale Taeg e cosa deve contenere l'informativa precontrattuale, la pubblicità e la comunicazione in caso di sconfinamento: il Governo "delega" Banca d'Italia a fornire tutti i dettagli operativi per gli intermediari finanziari, necessari ad applicare la recente disciplina del credito al consumo (decreto legislativo 141/2010). È quanto contiene il decreto dell'Economia del 3 febbraio 2011, pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» n. 29 del 5 febbraio.

Si tratta di indicazioni operative sui comportamenti che i vari intermediari finanziari dovranno tenere nella stipula dei contratti e nei rapporti con i consumatori. Tanto che non si parlerà più di credito al consumo, bensì di «credito ai consumatori», per sottolineare la stretta relazione tra il cliente e chi eroga il finanziamento. Anche perché, con le nuove regole, in caso di difetto o mancato recapito del prodotto acquistato con finanziamento, i consumatori avranno la possibilità di interrompere i pagamenti delle rate. Sarà, inoltre, necessario per i mediatori creditizi avere la forma di società di capitali e dipendenti con requisiti di onorabilità e indipendenza. La normativa riguarda tutti i contratti di credito ai consumatori (come definiti dall'articolo 121, comma l, lettera c, del Tub, con le eccezioni previste dall'articolo 122).

Per la percentuale del Taeg, ovvero del tasso effettivamente applicato annualmente, come tutela di maggiore trasparenza, si rimanda a provvedimenti attuativi della Banca d'Italia. Comunque la percentuale dovrà ora comprendere l'insieme di tutte le spese necessarie per ottenere il finanziamento stesso, oltre ai costi di apertura e gestione di eventuali carte revolving collegate. Mentre la pubblicità dovrà riportare in modo chiaramente intelligibile il reale costo e la durata del finanziamento. Il decreto "autorizza" Bankitalia alla normativa di dettaglio sulle modalità di divulgazione degli annunci pubblicitari relativi ai contratti di credito, così come sul contenuto del foglio informativo che il cliente deve ricevere prima di stipulare.

Nell'assicurare condotte responsabili nella concessione del credito, i finanziatori devono verificare il merito creditizio del consumatore, secondo le disposizioni del Testo unico bancario, per garantire le tipologie di finanziamenti più appropriate al singolo consumatore.

Solo i soggetti creditizi professionali possono accedere alle banche dati con le informazioni nominative sul credito. Le informazioni così acquisite possono essere utilizzate esclusivamente per la valutazione del merito di credito del consumatore.

Spetterà a Banca d'Italia disciplinare come deve essere predisposto il contratto di finanziamento e quali elementi dei singoli contratti devono essere inseriti.

È previsto, inoltre, con periodicità almeno annuale, l'obbligo, per il soggetto finanziatore, di fornire al consumatore una comunicazione completa e chiara per realizzare un quadro aggiornato delle condizioni economiche applicate e dell'andamento del rapporto. E, salvi i casi nei quali è consentita una comunicazione collettiva ai sensi di legge, il consumatore sarà informato individualmente circa la cessione del credito ad altri soggetti.

In caso di sconfinamento, poi, viene determinato tanto il termine di invio al consumatore della relativa comunicazione, che deve avvenire entro il terzo giorno lavorativo successivo alla scadenza del mese di permanenza dello sconfinamento medesimo, quanto le condizioni in presenza delle quali lo sconfinamento si deve ritenere consistente, tenuto conto dell'ammontare delle somme utilizzate o del complesso degli oneri a carico del consumatore. Il compenso percepito dall'intermediario andrà, infine, comunicato da questo al finanziatore in tempo utile perché sia conteggiato nel calcolo del Taeg.

A questo punto, tocca solo a Banca d'Italia emettere i necessari e diversi provvedimenti per dare concreta attuazione alla normativa.

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