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In agenzia il limite ai contanti vale per il singolo acconto

Semaforo verde per gli acconti incassati da agenzie viaggio e tour operator sui pacchetti e sui servizi turistici (tipo la biglietteria), se di importo inferiore a mille euro ciascuno. È questa la più importante risposta fornita dal ministero dell’Economia e delle finanze alle associazioni operanti nel settore del turismo in merito alle limitazioni all’uso del contante.
La risposta è di particolare rilevanza perché, in via più generale, chiarisce per tutti e non per il solo settore del turismo le regole da seguire in caso di utilizzo del contante in presenza di acconti e saldi precontrattualizzati.
La vendita del pacchetto turistico, infatti, prevede per legge (Dlgs 169/2012) il versamento di un acconto non superiore al 25% del prezzo totale, ma anche la prassi commerciale suddivide il prezzo di vendita in più tranches risultanti dal contratto di vendita. Le agenzie di viaggio e i tour operator si chiedevano se è applicabile il principio del frazionamento e quindi se l’importo massimo complessivo trasferito in contanti deve essere inferiore a mille euro oppure se tale soglia rileva solo in relazione ad ogni singolo acconto. Il ministero risponde al quesito specificando che, poiché l’acconto è previsto sia per legge che per contratto, la rateizzazione non è finalizzata a eludere l’articolo 49 del decreto legislativo 231/2007 essendo concordata tra venditore e cliente nel contratto di vendita (sottoscritto sia dal cliente che e dall’agenzia), dove sono chiaramente indicati l’importo complessivo da pagare, i tempi e le modalità delle singole rate.
Per tale motivo l’acconto e i successivi versamenti fino al saldo finale possono essere corrisposti in contanti, purché ciascuno di importo inferiore a mille euro, anche se l’importo del prezzo complessivo pagato dal cliente sia pari o superiore a mille euro. Stessa risposta da parte del ministero anche per la vendita di servizi turistici (tipo la biglietteria) pagati con acconti.
Altro tema affrontato dal ministero è quello dell’uso del contante per le liste di nozze. In particolare, gli operatori turistici hanno chiesto chiarimenti sulla correttezza delle modalità di pagamento del pacchetto e/o servizio turistico, scelto dagli sposi e di importo superiore a mille euro. Questo viene pagato dai parenti ed amici con donazioni di importo singolarmente inferiore a mille euro, che sono tracciate da parte dell’agenzia di viaggio con una ricevuta di quietanza. La copia delle quietanze delle donazioni saranno allegate alla fattura del pacchetto/servizio turistico emessa a nome degli sposi (e conservate per cinque anni).
Da ultimo il ministero ha risposto sull’utilizzo di buoni viaggio o voucher, di valore unitario determinato di volta in volta, venduti da un tour operator a un’azienda e da questa ceduti a titolo gratuito a una persona fisica. Il voucher è poi utilizzato dalla persona fisica per l’acquisto di un pacchetto turistico, anche di importo pari o superiore a mille euro. Secondo il ministero l’acquisto del buono viaggio, se di importo pari o superiore a 1.000 euro, da parte dell’azienda dovrà essere effettuato con strumenti tracciabili, mentre il successivo utilizzo da parte della persona fisica non è soggetto a limitazioni in quanto il buono viaggio non è ricompreso nel comma 1 dell’articolo 49 del Dlgs 231/2007.

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