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In 5 milioni per la benzina scontata

MILANO — Questo weekend? Tutti alla pompa di benzina a fare rifornimento a prezzo scontato. Dopo il successo (e le code) della settimana scorsa, non solo torna l’iniziativa dell’Eni, che per tutta l’estate ha deciso di tagliare i prezzi dei carburanti di circa 20 centesimi dalle 13 del sabato fino alla mezzanotte di domenica nei circa 3 mila impianti self service, ma l’offerta viene prolungata fino alle 7 del lunedì mattina. Con la nuova mossa la società petrolifera al secondo appuntamento di «Riparti con Eni» si aspetta «5 milioni di automobilisti» nelle proprie stazioni di servizio Iperself, dopo i tre milioni riforniti lo scorso weekend.
A questi vanno poi aggiunti tutti gli automobilisti che si sono serviti presso la rete Easy di Q8 e i SelfPiù di Esso, che più o meno controvoglia (Q8 ha perfino minacciato un ricorso all’Antitrust) hanno risposto al leader di mercato con sconti analoghi, se non superiori, come nel caso di Q8, che ha praticato prezzi ancora più bassi, allargando gli sconti anche ad alcuni distributori tradizionali. Ma «alla guerra dei listini» hanno partecipato anche i distributori no logo e gli impianti della Grande distribuzione organizzata (Carrefour, Auchan e Conad).
È la dimostrazione che quando c’è più concorrenza, il mercato funziona meglio e il risultato finale avvantaggia i consumatori, che in questo caso hanno risparmiato fino a 14 euro sul pieno. «L’iniziativa dell’Eni ci ha fatto piacere, come ci ha fatto piacere che altre compagnie ne abbiano seguito l’esempio», ha commentato al Corriere il sottosegretario allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti. «Soddisfatto» due volte: perché «in questa fase di crisi è un buon segnale verso le famiglie italiane, e indica inoltre che il mercato dei carburanti dimostra una certa dinamica concorrenziale». Ma «è importante notare come nelle ultime settimane ci sia stata una riduzione dei prezzi della benzina e del gasolio indipendente da questi sconti del weekend, e che corrisponde a una diminuzione del margine complessivo applicato dalla compagnie petrolifere, anche grazie alla moral suasion del governo», aggiunge il sottosegratario di Corrado Passera, riconoscendo che «le dinamiche concorrenziali si sono accentuate dopo il decreto sulle liberalizzazioni». E grazie al calo delle quotazioni del greggio, ora si aspetta «una nuova discesa dei prezzi alla pompa».
Questo weekend si ricomincia. I prezzi potrebbero scendere ancora di più rispetto a una settimana fa, visto che il prezzo del petrolio continua a diminuire: il Brent del Mare del Nord ieri ha toccato il livello più basso da 18 mesi, a 91 dollari, quasi il 2% in meno rispetto al giorno precedente, mentre il greggio Wti è sceso sotto gli 80 dollari a barile al New York, ai minimi dal novembre scorso. Una buona notizia per l’estate degli automobilisti, ma un brutto segnale per l’economia globale, con la produzione manifatturiera in frenata in Europa, Stati Uniti e Cina.
In teoria anche le compagnie dovrebbero ritoccare i prezzi alla pompa nella stessa direzione, ma sappiamo che quando il petrolio scende occorre aspettare molto più tempo per vedere un cambiamento di quando le quotazioni del greggio salgono. L’Eni si è mossa in anticipo anche in questo caso e ieri ha mandato un altro segnale al mercato, annunciando una sforbiciata di 2 centesimi al litro per i carburanti negli impianti serviti, portando il prezzo della benzina a 1,795 euro al litro e il gasolio a 1,683 euro al litro. La Tamoil (che distribuisce anche i carburanti Erg), invece, si è mossa in senso opposto, con un aumento di 0,4 cent e per ora ha deciso di non lanciare nessuna promozione aggressiva nel fine settimana.
Per il Codacons «c’è spazio per una ulteriore diminuzione dei listini, i cui prezzi possono calare nell’immediato di altri 5 centesimi al litro. Confidiamo nel gioco della concorrenza, innescato dall’Eni attraverso gli sconti praticati nel weekend, che hanno portato la settimana scorsa tutte el compagnie a tagliare i prezzi dei carburanti», sostiene il presidente Carlo Rienzi.

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