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Imu sui capannoni, taglio al 40%

In attesa delle modifiche su Quota 100 e reddito di cittadinanza, che dovrebbero cambiare i saldi della manovra per recepire l’eventuale intesa con Bruxelles, arriva il primo pacchetto di emendamenti del governo alla manovra. Ci sono meno tasse sui capannoni industriali, assunzioni nei Centri per l’impiego in vista del nuovo reddito di cittadinanza, un pacchetto di misure sulla sanità, dai fondi per le liste d’attesa alle agevolazioni per le piccole farmacie rurali, norme per evitare che i lavoratori dipendenti «approfittino» della flat tax per le partite Iva. Non c’è il taglio delle pensioni più alte, che arriverà in seguito, ma c’è una valanga di micro-interventi, dalle assunzioni all’Accademia della Crusca ai fondi per l’apicultura nazionale, al catasto nazionale dell’ortofrutta. Previsto, in Liguria, un possibile aumento di 5 centesimi al litro per la benzina: la Regione potrà applicarlo. «Così — dice il pd Ettore Rosato — l’emergenza Genova sarà pagata dai liguri». Ma dalla Regione Liguria fanno sapere che non dovrebbero esserci nuovi aumenti della benzina.

Degli emendamenti su pensioni e reddito «a questo punto se ne parla all’arrivo della manovra in Senato, perché alla Camera i termini sono scaduti» ha detto ieri il presidente della Commissione Bilancio di Montecitorio, Claudio Borghi, apprestandosi ad un lungo tour de force. Oltre a quelli del governo la Commissione deve ancora esaminare 500 emendamenti segnalati dai gruppi ed i tempi si fanno stretti. I lavori procederanno a oltranza fino all’approdo in Aula, possibilmente mercoledì, e non si esclude che il governo possa utilizzare il voto di fiducia per accelerare i tempi.

Tra le principali misure proposte dal governo e dai relatori c’è il raddoppio della deduzione Imu sui capannoni strumentali, che passa dal 20 al 40% e comporterà per le imprese un risparmio di quasi 300 milioni il prossimo anno e 170 nel 2021. Le Regioni vengono poi autorizzate ad assumere 4 mila nuovi dipendenti nei Centri per l’impiego, strutture essenziali al funzionamento del reddito di cittadinanza. Nella manovra arriva poi una norma che vorrebbe evitare i «furbetti» della flat tax per le partite Iva. Il regime di favore è infatti escluso per le partite Iva che svolgono attività prevalente nei confronti di datori di lavoro con i quali si è lavorato nei due anni precedenti. Chi lavora alle dipendenze di un’impresa, dunque, non potrà continuare a fare lo stesso lavoro con la partita Iva e pagando il 15% forfettario. Col nuovo regime, però, salta il tetto dei 30 mila euro di reddito da lavoro dipendente che attualmente impedisce ai contribuenti l’accesso al regime forfettario per le partite Iva. Con il risultato che dal 2019 tutti i lavoratori dipendenti (parlamentari compresi) potranno aprire una partita Iva e fatturare consulenze e collaborazioni, fino a 65 mila euro, pagando su queste solo il 15% invece che l’aliquota marginale Irpef.

Tra le novità proposte c’è anche la proroga al 30 settembre 2019 della concessione per il gioco del Lotto alla Sisal (incasso previsto di 70 milioni nel 2019). Aumentano i fondi al Coni, da 260 a 280 milioni, mentre una quota del fondo per gli investimenti da 2,9 miliardi è destinata al trasporto pubblico. Salta il taglio delle pensioni oltre i 90 mila euro, con un’aliquota variabile tra il 10 ed il 20% (oltre 500 mila euro) ma solo per il momento. Palazzo Chigi garantisce che ci sarà.

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