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Imu, giungla di aliquote e detrazioni e il saldo supera l’acconto del 50%

NON solo sgradita e salata, ma anche complicata. L’Imu si conferma l’imposta meno amata dagli italiani. E ora che il saldo si avvicina – 17 dicembre, nessuna proroga – emergono dubbi e confusioni. La buona notizia è che si potrà pagare non solo con l’F24, ma anche tramite bollettino postale ad hoc. La cattiva è che il conguaglio in media supera di almeno il 50% l’acconto. In pratica, se a giugno ho versato 100 euro, ora 150.
AUMENTI E GETTITO
E questo perché un terzo dei sindaci ha aumentato l’aliquota per la prima casa e ben due terzi quella sulle seconde. Modifiche che obbligano quasi tutti non solo a rifare da capo i calcoli e sottrarre quanto già sborsato. Ma anche a considerare eventuali “sconti” decisi caso per caso dai singoli Comuni, in particolare per i non abbienti e i disabili. Insomma un caos in piena regola che però frutterà circa 23 miliardi in totale, almeno due in più di quanto stimato dal governo. Un bottino che sostiene i conti dello Stato (a cui va la metà del gettito sulle seconde case), visto che le entrate dei primi dieci mesi sono salite del 4% a 322,8 miliardi anche grazie ai 4 miliardi della prima rata Imu (9,5 totali), ammette il Dipartimento delle Finanze. Mentre calano gli incassi da Iva (-2%) e giochi (-6,7%).
SARDEGNA BATTE PADANIA
Spulciando le delibere dei vari Consigli comunali si scoprono storie curiose. Ricordate le marce dei sindaci leghisti contro l’Imu? Lettera morta. Al Nord tutti la pagano, anche a Resana, provincia di Treviso, il cui sindaco della Lega Loris Mazzorato qualche mese fa minacciava la disobbedienza fiscale («Imu, rapina di Stato»). Non solo pagano l’Imu, ma anche al top. Specie sulle seconde case, come accade a Cassano Magnago e Ponte di Legno, roccaforti bossiane (10,6 per mille, il massimo). Ma anche nella Treviso di Zaia, nella Varese di Maroni, nella Bergamo di Calderoli e ad Alzano Lombardo dove ci celebra la Bèrghem Fest. A Verona, il sindaco Tosi si è inventato gli “scaglioni” del mattone: se hai solo una seconda casa ti tocca il 7,6 per mille (aliquota base), fino a quattro “seconde” case 8,6 per mille, cinque o più 10,6 per mille. Al Sud invece, come rilevato dalla Uil Politiche territoriali, capoluoghi a parte, la tendenza è al ribasso delle aliquote. Il record è alla Sardegna, dove sulla seconda casa si scende addirittura sotto il 7,6 per mille (si può arrivare al 4,6). La palma d’oro spetta a Buddusò (Olbia-Tempio), il cui sindaco Satta ha di fatto annullato l’Imu alzando le detrazioni. «Abbiamo introiti buoni dal parco eolico e dai sughereti», si giustifica.
I BONUS
Molti sindaci hanno scelto di addolcire l’Imu con gli sconti. A Bari, chi è sotto i 50 mila euro di reddito e possiede una sola casa, ha 150 euro di detrazioni in più (oltre ai 200 euro statali, più 50 per ogni figlio convivente under 27). Se due case, ma nel territorio comunale, solo 100 euro in più. Cagliari ha dimezzato l’aliquota sulla prima abitazione (2 per mille) per anziani e disabili che si trovano in case di riposo, sempre che l’abitazione sia sfitta. Monza ha alzato di 100 euro (da 200 a 300) la detrazione sulla prima casa per tutti, aggiungendo 50 euro extra per gli invalidi totali, proprietari o figli sopra i 26 anni. Milano ha scontato le case popolari e ultrapopolari (3,6 per mille), colpendo ville, castelli e palazzi eminenti (6 per mille). Padova e Rimini hanno alzato la detrazione a 250 euro. A Padova per tutti. A Rimini per i “meritevoli di tutela” (anziani, invalidi, inabili, sotto i 9 mila euro lordi di reddito annuo, 15 mila euro per il nucleo di due persone). Venezia agevola con il 2 per mille la prima casa di disabili, titolari di assegno sociale, ricoverati. Ma anche chi ha scelto la città dei Dogi nel 2011 e ha spostato qui la sua residenza. Trieste infine ha stanziato 200 mila euro per agevolare anziani, disabili e famiglie con il mutuo e un reddito Isee basso.

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