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Imu-Cig, prima fase da 3-3,5 miliardi

Il ritiro di domenica prossima della squadra di governo nell’abbazia di Spineto della Luce a Sarteano in Toscana deciso da Enrico Letta servirà anche a definire la tempistica dell’intervento su Imu e Cig. Un’operazione da 3-3,5 miliardi, per la sola sospensione del pagamento della rata di giugno dell’imposta sull’abitazione principale (2 miliardi) e del rifinanziamento della Cassa integrazione in deroga (1-1,5 miliardi), da far scattare probabilmente la prossima settimana facendo leva su un decreto ad hoc o attraverso il ricorso a emendamenti al Dl sui debiti Pa all’esame della Camera (si veda Il Sole 24 Ore di ieri). A preferire la prima soluzione sarebbe Palazzo Chigi mentre la seconda non dispiacerebbe al ministero dell’Economia. E a non escludere a priori l’opzione-emendamenti è anche Marco Causi (Pd), uno dei relatori del Dl debiti Pa. Il quadro diventerà più chiaro all’inizio della prossima settimana. Anche per quel che riguarda la proroga dei 150mila precari Pa in scadenza il 30 giugno.
Un dossier, quest’ultimo, che è sul tavolo del Governo. Con i sindacati, e anche il Pd, che spingono per inserire subito la proroga nel pacchetto urgente che prevede il rifinanziamento della Cig. Ma con ogni probabilità il nodo precari Pa sarà sciolto nella “seconda fase” della tabella di marcia abbozzata a Palazzo Chigi, quella che, con l’uscita dalla procedura Ue di disavanzo eccessivo, prevede il rinvio dell’aumento Iva al 1° gennaio 2014, il rifinanziamento delle missioni internazionali di pace e la proroga del bonus del 55% per le riqualificazioni energetiche degli edifici.
A confermare il percorso in due “step” è stato il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, intervenendo a “Radio anch’io”. «Se procediamo per step è possibile che non serva una manovra, in ogni caso non possiamo agire sulle tasse», ha aggiunto Baretta.
Nei prossimi due mesi dovranno, comunque, essere trovati tra i 7 e gli 8 miliardi. A confermarlo è, intervenendo a “Nove in punto” su Radio24, l’altro sottosegretario all’Economia, Alberto Giorgetti, per il quale anche senza ricorrere alla “classica manovra” un aggiustamento contabile è inevitabile: «Certamente la questione Iva che deve essere affrontata in tempi rapidi, più le altre esigenze, pongono la necessità di un intervento, chiamiamolo come vogliamo. Un intervento – aggiunge Giorgetti – sotto gli 8 miliardi circa che va prioritariamente a tagliare la spesa inefficiente».
Giorgetti si mostra poi scettico sulla possibilità di restituire l’Imu del 2012: «Mi pare abbastanza complicata, vedremo se si troverà una soluzione ma allo stesso tempo credo che possa essere messa in agenda-priorità la proposta» del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, di tagliare le tasse sul lavoro.
Intanto prosegue il pressing dei Comuni per la questione compensazioni. Con lo slogan «basta Imu sulla prima casa» (escluse ville e castelli) ieri si sono presentati al ministero dell’Economia i sindaci di centrodestra, che sono stati ricevuti dai viceministri Luigi Casero e Stefano Fassina. Proprio Casero ha ribadito che la linea resta quella tracciata dal Governo: «Noi seguiremo quello che ha detto il presidente del Consiglio, per adesso sospendiamo la rata di giugno e poi lavoreremo».
Per i Comuni la priorità resta quella delle compensazioni. A questo proposito il nuovo ministro degli Affari regionali, Graziano Delrio, annunciando un incontro a breve con l’Anci, assicura: «È garantito che non verrà creato deficit di liquidità per i Comuni».
Da Confindustria energia arriva intanto un secco no «all’ipotesi di un possibile aumento della Robin Hood Tax da parte del Governo per finanziare la riduzione delle tasse sulla casa». Paure sia dei Comuni che delle associazioni di categoria allo stato di fatti infondate: le compensazioni per i 3-3,5 miliardi per Imu e Cig arriveranno da trasferimenti di tesoreria liquidati dal ministero dell’Interno e dalla rimodulazione dei fondi per le politiche sociali del Welfare.

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