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Imu ai Comuni e salva-precari al via la maxi-Finanziaria passano oltre 500 modifiche

Via libera del Senato alla legge di Stabilità 2013. Con 199 sì (compreso il Pdl), 55 no e 10 astenuti il provvedimento è stato approvato ed in serata è subito transitato alla Camera dove oggi avrà l’ok definitivo. Un articolo unico monstre composto di 554 commi: l’esame del Senato ha appesantito per 151,9 milioni l’indebitamento netto, quasi 500 le modifiche. Il Senato ha anche approvato definitivamente le legge sul pareggio di bilancio in Costituzione.
Ma torniamo alla legge di Stabilità.
Alle misure introdotte dalla Camera, dagli sconti per i figli allo stop all’aumento dell’aliquota intermedia dell’Iva, il Senato ha aggiunto il rifinanziamento per gli ammortizzatori sociali che raggiungono 1,7 miliardi, la gratuità delle ricongiunzioni pensionistiche tra casse pubbliche e Inps (limitatamente alle pensioni di vecchiaia), circa 600 milioni per allentare il Patto di stabilità di Comuni e la «riconsegna » del gettito Imu ai Municipi. Modificata e depotenziata la Tobin tax , congelato per un anno il taglio delle Province e, soprattutto, prorogati fino al 31 luglio i contratti per i precari della pubblica amministrazione. Disposta anche la norma che rende operativa la Tares, nuova tassa sui rifiuti, dal prossimo anno, mentre le Regioni riescono a mantenere intatta per l’intero 2013 la possibilità di graduare in base alla progressività il peso delle addizionali Irpef.
Tra le misure emerse nelle ultime ore dalle pieghe del provvedimento il salvataggio delle pensioni di guerra che restano totalmente esenti dall’Irpef e il rifinanziamento dei contratti di solidarietà che potranno coprire l’80 per cento della retribuzione. Ad animare il rush finale della legge di Stabilità la polemica sui poker-live, ovvero le sale destinate ad ospitare fisicamente i tavoli da gioco e i giocatori. La misura era contenuta in una legge del precedente governo: in base a quel testo le gare per l’assegnazione delle circa 1.000 sale in tutta Italia sarebbero dovute scattare dal 1° gennaio del prossimo anno. Lo stesso governo – come ha spiegato ieri una nota del Tesoro – aveva proposto un rinvio a giugno, ma per esigenze di copertura è arrivato il «no» della Ragioneria generale dello Stato: di conseguenza le gare si faranno come previsto con l’inizio del prossimo anno. Tuttavia la levata di scudi da parte dell’opinione pubblica (l’Avvenire ha titolato “Vergogna” un suo editoriale) sta consigliando un ripensamento e ieri il Tesoro, sempre nella stessa nota, ha affermato che si valuta una «abrogazione del poker live» anche per il «rischio di illeciti». «Non sarà mai troppo tardi», ha commentato il Pd con Vannino Chiti.
Dal 1 gennaio entrano comunque in vigore i nuovi limiti alla pubblicità dei giochi.
Una serie di emendamenti e sub-emendamenti dei senatori hanno trasformato il provvedimento in un «omnibus» zeppo di microinterventi: dalla Pedemontana piemontese agli ospedali pugliesi della Divina Provvidenza. «Abbiamo rifatto una finanziaria alla Cirino Pomicino», ha tuonato il leghista Massimo Garavaglia, sottolineando che coperture di spese per 2,8 miliardi sono state prese dal Fondo per i rimborsi Iva alle imprese.
Molti gli interventi che ricordano i vecchi «assalti alla diligenza »: si parte dalla proroga di un anno della franchigia per i lavoratori transfrontalieri, si passa ai nuovi fondi per il comitato paraolimpico, transitando intorno all’anniversario di Giuseppe Verdi e arrivando alla filiera della pesca. Non manca una micro sanatoria: è la rottamazione dei ruoli fino al 31 dicembre del 1999 per i debiti inferiori ai 2.000 euro.

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