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Impugnazioni non tutte uguali

La comunicazione del cancelliere a mezzo Pec non equivale a notifica per la decorrenza del termine breve per l’impugnazione (art. 325 c.p.c.). La Cassazione (sentenza n. 22486 del 4 novembre 2016) ha ritenuto non fondata l’eccezione di inammissibilità del ricorso per tardività poiché avvenuta oltre il termine perentorio di 60 giorni dalla notificazione da parte del cancelliere. La Corte precisa che (nuovo testo dell’art. 45 disp. att. c.p.c.) è da escludere che «il nuovo tenore della disposizione di attuazione possa aver stabilito una efficacia così stringente alla comunicazione effettuata a mezzo Pec, da farla risultare come una vera e propria notificazione».

La Corte ha prima esaminato l’eccezione di inammissibilità del ricorso per tardività sollevata dal controricorrente poiché la notifica del ricorso fatta l’11 luglio 2014 sarebbe stata tardiva perché avvenuta «oltre il termine perentorio di 60 giorni dalla notificazione della sentenza intervenuta il 18 marzo 2016», presumendo che la notificazione, da parte della cancelleria della Corte d’appello potesse essere idonea a fare scattare «il termine breve dell’impugnazione, perché concernente il testo integrale della sentenza ed effettuata in via telematica all’indirizzo di Pec». Dunque, secondo la Cassazione, l’eccezione non è fondata. Pertanto, come osserva il giudice di legittimità, la comunicazione, da parte della cancelleria, del testo integrale del provvedimento depositato non è idonea a far decorrere i termini per le impugnazioni di cui all’art. 325 c.p.c. e le nuove norme non incidono sulle norme processuali, derogatorie e speciali che leghino la «decorrenza del termine breve di impugnazione alla mera comunicazione di un provvedimento da parte della cancelleria», non rilevando neppure la circostanza che la comunicazione sia integrale o meno. I massimi giudici fanno poi notare come tale comunicazione non ha l’efficacia della notificazione, anche perché il processo civile telematico, tra cui rientrano le comunicazioni via Pec, nel caso di specie, non assume valore legale.

Vincenzo D’Andò

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