Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Imprese, recupero Iva più veloce. Beni rivalutati a costi ridotti

Rivalutazione sui singoli beni con maxisconto del Fisco per la patrimonializzazione delle imprese e recupero dell’Iva più veloce. È quanto prevede la bozza del decreto Agosto con cui il Governo punta a sostenere il settore produttivo e le attività in crisi con un nuovo scostamento dai saldi di finanza pubblica di almeno 25 miliardi di euro. Il via libera alla terza manovra finanziaria anti-crisi dopo i decreti «Cura Italia» e Rilancio varata in soli sei mesi del 2020 è atteso per domani anche se in nodi politici da sciogliere e le norme da limare sono ancora molte.

Come richiesto dalle imprese nello schema di decreto c’è una spinta alla patrimonializzazione del sistema produttivo con la possibiltà, per i soli soggetti che nella redazione del bilancio non applicano i principi contabili internazionali, di rivalutare i beni d’impresa e le partecipazioni che emergono dal bilancio in corso al 31 dicembre 2019. Sono esclusi dall’operazione gli immobili alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività d’impresa.

Due le novità di rilievo della misura che il Governo intende introdurre. La rivalutazione potrà essere effettuata «distintamente per ciascun bene» e annotata nel relativo inventario, nonché nella nota di variazione. Non più dunque una rivalutazione omnicomprensiva dei beni. L’altra novità di rilievo è l’aliquota ultraridotta al 3% (che potrebbe scendere anche al 2% come chiede il sistema produttivo per allinearla il più possibile ai tassi di interesse) dell’imposta sostitutiva di redditi e Irap da applicare al maggior valore attribuito ai singoli beni in sede di rivalutazione.

Il saldo attivo di rivalutazione potrà essere affrancato – sempre secondo la bozza del decreto – in tutto o in parte con un’altra imposta sostitutiva fissata ora nella misura del 10 per cento. Aliquota che le imprese ritengono comunque ancora troppo elevata.

Le due imposte sostitutive dovranno essere versate in due rate di pari importo: la prima con scadenza entro il termine per il versamento a saldo delle imposte sui redditi relative al periodo d’imposta con riferimento al quale la rivalutazione è eseguita; la seconda entro il termine previsto per il versamento della seconda o unica rata di acconto delle imposte sui redditi relativa al periodo d’imposta successivo.

Nulla di fatto al momento sulla richiesta delle imprese di sospendere gli ammortamenti in bilancio per il 2020, mentre nella bozza compare la norma che consente il recupero dell’Iva in tempi più veloci. In particolare si punta a reintrodurre una norma del 2016 abrogata prima ancora che entrasse in vigore, modificando l’attuale disciplina Iva, che consente al creditore in presenza di una procedura concorsuale di emettere la nota di variazione in diminuzione per recuperare l’Iva anticipata all’Erario, già a partire dalla data in cui il cessionario o committente è assoggettato a una procedura concorsuale, evitando così di attendere la conclusione infruttuosa della procedura concorsuale stessa. Non solo, perché si punta anche a semplificare il sistema allineando il recupero dei crediti Iva di modesta entità a quello delle perdite su crediti per le imposte dirette. In sostanza si potrà recuperare l’Iva con una nota di variazione anche quando il credito Iva è di modesta entità ed è decorso un periodo di sei mesi dalla scadenza del pagamento. Su quando il credito è da considerare di modesta entità la norma dispone che lo si considera tale quando l’importo ammonta fino a 5mila euro per le imprese di maggiore dimensione, oppure non supera i 2.500 euro per tutte le altre imprese.

Il capitolo fiscale del decreto, oltre a rinviare il 50% delle imposte sospese da marzo a maggio 2020 direttamente al 2021 e al 2022 e posticipare a dopo il 15 ottobre la ripresa della riscossione (si veda Il Sole 24 Ore di ieri), prova rilanciare anche il welfare aziendale. La norma – ancora in discussione – dovrebbe consentire alle imprese di erogare beni e servizi ai propri dipendenti (come pacchi di Natale, buoni benzina, buoni spesa o voucher) per un controvalore fino a 258 euro.

Come già anticipato il decreto rifinanzia con 1,5 miliardi l’operazione cashback con cui il Governo premierà dal 2021 i cittadini che acquistano beni e servizi con moneta elettronica.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«La priorità oggi è la definizione di un piano concreto e coraggioso per fruire dei fondi dedicat...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Sempre più al centro degli interessi della politica, ora la Banca Popolare di Bari finisce uf...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il post-Covid come uno spartiacque. Le aspettative dei 340 investitori che hanno partecipato alla di...

Oggi sulla stampa