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«Imprese, modello lombardo per accelerare lo sviluppo»

È stata una delle aree del mondo più colpite dalla pandemia. Ma ma ora riparte grazie alle sue aziende, a quel tessuto animato da tanti imprenditori che hanno fatto tesoro dei nuovi modelli organizzativi, della spinta impressa dal digitale e dai canali di distribuzione alternativi. «La Lombardia è il motore della ripartenza e può essere anche un modello d’ispirazione per le altre regioni, un esempio per l’Italia», ha detto il governatore Attilio Fontana durante l’incontro «L’Economia d’Italia, il modello Lombardia», l’ultima tappa di una serie di appuntamenti digitali condotti da L’Economia del Corriere della Sera in tutto il Paese per raccontare come si organizzano le imprese dopo un anno durissimo. «I numeri parlano di un ritorno alla crescita per l’economia e per l’export, anche se la ripresa dei consumi ancora stenta», ha sottolineato il vicedirettore Daniele Manca in apertura. Ma c’è un modello Milano che ormai si sta estendendo a tutta la Lombardia, sulla buona strada per diventare una «smart land» con gli investimenti digitali e la green economy. E questo anche grazie a realtà come Esselunga, una delle aziende più radicate sul territorio dove concentra cento dei suoi 167 store.

Ora ci sono anche nuove risorse per chi ha subìto più forte l’ondata delle chiusure. «Gli indennizzi a queste categorie sono di 210 milioni poi la Regione ha aggiunto 500 milioni ai 3,5 miliardi previsti dal Piano Lombardia», ha sottolineato Fontana, indicando come priorità la sostenibilità, le infrastrutture, la rigenerazione urbana ma anche quella dei borghi, capitoli chiave per cucire assieme metropoli e territorio.

E proprio a tenere unite queste realtà supportando cittadini e consumi è stata Esselunga che nella regione concentra i suoi centri di produzione e lavorazione e i poli logistici dando lavoro a 15.500 addetti sui 25 mila del gruppo. «Ogni negozio che inauguriamo crea cento posti di lavoro ma per completare l’iter autorizzativo ci vogliono in media 11 anni. Sarebbe necessario tagliare i tempi della burocrazia per ripartire più in fretta», ha detto Sami Kahale, ceo del gruppo che ha posto l’accento sull’evoluzione dell’ecommerce: «In dieci mesi l’incidenza delle vendite di prodotti ‘grocery’ è balzata dall’1 al 2% in Italia, dal 7 al 13% nel Regno Unito. La tendenza non si invertirà».

E se le aziende produttive hanno reagito plasmando il modello di business, anche i media hanno fatto la loro parte. «Abbiamo svolto un grande lavoro con tanto impegno, aggiungendo per esempio supplementi di carta al Corriere, un giornale con un forte radicamento in Lombardia, per soddisfare la necessità di informarsi del pubblico e per parlare delle aziende del territorio», ha affermato Urbano Cairo, presidente e amministratore delegato di Rcs Mediagroup che guarda all’accelerazione del digitale: «In un anno siamo passati da 170 mila a 300 mila abbonamenti. Il Corriere in un mese è arrivato a 35 milioni di utenti unici, superando persino i numeri di Instagram. L’accelerazione del digitale continuerà e siamo pronti a investire ancora di più nella ricchezza dei contenuti, anche attraverso nuovi prodotti come newsletter e podcast che si affiancano a Corriere.it. Sono convinto che le imprese lombarde abbiano già superato l’emergenza. Certo, bisogna fare un doppio sforzo per ripartire più in fretta. Ma l’impegno è forte e sentito da tutti». Ci sono anche le imprese della sanità, come il gruppo San Donato con il San Raffaele e il Galeazzi. «I nostri 17 ospedali lombardi sono stati messi a disposizione dell’emergenza. Siamo arrivati a curare 9mila pazienti Covid», ha detto il ceo Marco Centenari. L’impegno verso il futuro è venuto anche da aziende simbolo del made in Italy come Berlucchi & C. Ha aggiunto l’ad Arturo Zilliani: «Le chiusure ci hanno spinto verso il digitale con l’ecommerce e persino le degustazioni online».

Anche il risparmio cambia e Maurizio Zancanaro, al vertice della milanese Banca Cesare Ponti, punta a essere vicino al cliente. Federico Visentin, presidente di Cuoa Business school, una delle più antiche del Paese, invita poi le imprese ad aumentare la taglia: «Senza crescita non si va da nessuna parte».

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