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Imprese, incentivi al restyling

Ridurre l’elevato numero delle misure agevolative a favore delle imprese per consentire il potenziamento, la razionalizzazione e la semplificazione dell’intero sistema degli aiuti. È quanto prevede lo schema di disegno di legge di prossima approvazione da parte del Consiglio dei ministri, che mira ad attuare una revisione organica del complessivo impianto normativo che disciplina gli interventi statali e regionali a sostegno dell’imprenditoria nazionale. L’esigenza di una riforma in tal senso è stata indicata nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e nella legge di bilancio 2022, che ha previsto, fra i ddl collegati, quello sulla “revisione organica degli incentivi alle imprese e potenziamento, razionalizzazione, semplificazione del sistema degli incentivi alle imprese del Mezzogiorno”. Il panorama degli aiuti economici e finanziari già di vaste proporzioni, peraltro, è stato ulteriormente dilatato e parcellizzato dalla situazione emergenziale determinata dalla pandemia. Di qui l’esigenza di maggiore semplificazione e coordinamento degli interventi agevolativi anche perché da fonti ministeriali, paradossalmente, risulta che nonostante l’elevatissimo numero di misure in campo il volume complessivo delle agevolazioni rimane comparativamente basso in confronto agli altri Paesi europei. Al divario sul piano comunitario, si aggiungono squilibri territoriali interni: nel 2020 le agevolazioni concesse alle imprese del sono state pari a circa il 30%, ma gli investimenti attivati nel Sud sono risultati pari a circa 1,7 miliardi, ovvero meno del 15% dei 12,3 miliardi di investimenti attivati complessivamente nel Paese. Con la costituzione di una Cabina di regia, inoltre, verrà realizzato il coordinamento sinergico di strumenti esistenti, tra i quali il Registro nazionale degli aiuti di Stato e la piattaforma telematica “Incentivi.gov.it” per facilitare la conoscenza di incentivi, modalità di accesso e strumenti disponibili. Particolare attenzione verrà rivolta ai livelli qualitativi e quantitativi dell’occupazione.

Le cause delle inefficienze. Le inefficienze del sistema sono amplificate dalla non intelligibilità delle regole di cumulo, nonché dalla molteplicità e disomogeneità dei procedimenti (mancando una regolazione uniforme) che determinano aggravi e diseconomie nella gestione, con ricadute negative sui tempi di definizione delle domande e di erogazione dei benefici. Un’ulteriore criticità è la (carente) conoscibilità, da parte degli imprenditori, degli strumenti agevolativi, che preclude una corretta pianificazione degli investimenti e una massimizzazione del beneficio.

La Cabina di regia. Dovrà individuare soluzioni attuative per il migliore governo della politica industriale, il coordinamento e razionalizzazione degli aiuti rispetto alle finalità incentivanti e la massima semplificazione, uniformità e conoscibilità del sistema degli incentivi. La sistematizzazione degli strumenti agevolativi dovrà tener conto delle diverse fasi del ciclo di vita delle imprese e delle caratteristiche dei soggetti ammissibili; del livello di complessità e dimensione dei progetti da agevolare; delle peculiari esigenze di ciascuna filiera produttiva e delle aree territoriali interessate; della necessità di supportare i processi di trasformazione tecnologica; dei livelli qualitativi e quantitativi dell’occupazione.

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