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Imprese in perdita: mano leggera sui canoni di leasing

Gli acquisti in leasing saranno sterilizzati ai fini dell’applicazione delle norme sulle società di comodo, che prevedono meccanismi di penalizzazione per le imprese in perdita fiscale per tre esercizi consecutivi. Il problema nasce dal fatto che i canoni di leasing incidono sulla determinazione del Mol e che, in questi casi, il margine operativo lordo può diventare negativo proprio per effetto dei canoni. L’amministrazione finanziaria, tuttavia, intende rendere l’acquisto in leasing di beni strumentali equivalente all’acquisto in proprietà e considera quindi possibile l’applicazione delle medesime regole previste in questi casi. In pratica, così come avviene per le quote di ammortamento o per gli oneri finanziari, anche i canoni di leasing potranno essere esclusi dal calcolo del Mol. Lo ha affermato a Firenze Arturo Betunio, direttore centrale normativa dell’agenzia delle Entrate, intervenuto al convegno “Verifiche fiscali e accertamenti”, organizzato dalla Fondazione dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Firenze e da Didacom, scuola di formazione per professionisti.
Betunio ha ricordato come tra le cause oggettive di disapplicazione delle norme sulle società in perdita sistematica – l’Agenzia ne ha individuate undici, si va dalle società in stato di fallimento a quelle che risultano comunque congrue e coerenti agli studi di settore – sia stata prevista anche quella che ricorre nei casi in cui la perdita fiscale per il triennio sia accompagnata dalla presenza di un margine operativo lordo positivo, anche per un solo anno. Tuttavia, appunto, nel caso del leasing si verifica una situazione potenzialmente distorsiva, la cui soluzione sarà affidata a una risoluzione che l’agenzia delle Entrate si appresta a diramare.
Betunio ha anche sottolineato – in riferimento sia alla disciplina delle società in perdita sistematica sia a quella dei beni concessi in godimento ai soci – come l’Agenzia sia stata e sia impegnata a distinguere nel modo più chiaro possibile le situazioni che nascondono possibili abusi fiscali da quelle legate invece a casistiche che non possono essere catalogate come evasione, specie in una fase di evidente difficoltà economica come quella attuale. Un compito non facile, che ha portato alla definizione di numerosi provvedimenti e circolari interpretative e che ora continua in sede di risoluzioni e interpelli destinati ad affrontare la maggior casistica possibile.
L’Agenzia, inoltre, sta anche valutando la rilevanza ai fini Irap delle norme sui beni ai soci. In questo caso, Betunio ha affermato – riconoscendo la complessità della materia – che i lavori sono ancora in corso ma che presto saranno forniti chiarimenti sulla disciplina.

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