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Imprese, gestione rischi senza modelli standard

MILANO – La cooperative compliance e la gestione del rischio fiscale attraverso adeguate strutture interne saranno sempre più centrali nell’organizzazione delle grandi imprese. Circa 10mila soggetti che fatturano oltre 100 milioni all’anno e che saranno chiamati dunque ad affrontare questa sfida (e i relativi costi, anche di appesantimento burocratico) per accedere ai regimi premiali e soprattutto per prevenire i danni economici e reputazionali che oggi derivano da accuse di evasione o di irregolarità fiscale. Di questi temi si è discusso ieri a Milano nel corso del convegno sulla «Futura gestione del rischio fiscale alla luce della legge delega» promosso da PwC in collaborazione con Il Gruppo24Ore.
Il progetto pilota sul regime di adempimento collaborativo che in questa fase coinvolge attivamente 14 grandi aziende e l’amministrazione finanziaria sta dando in quest’ottica buone risposte.
A breve i risultati saranno messi a disposizione di tutti attraverso una consultazione pubblica, anche se l’agenzia delle Entrate, come ha spiegato il vice direttore Marco Di Capua «non intende mettere a punto un modello organizzativo standard valido per tutti, ma linee guida che permettano a ciascun contribuente di “cucirsi” addosso in base alle proprie esigenze efficaci procedure di controllo».
La legge delega fiscale n. 23 del 2014 (articolo 6), in effetti, prevede la necessità di adottare un adeguato sistema di gestione e controllo del rischio fiscale per i soggetti di maggiori dimensioni al fine di accedere a forme di cooperazione rafforzata. I temi all’ordine del giorno sono quindi per le imprese come ragionare sulla creazione di un sistema per gestire in modo consapevole il rischio fiscale, come identificare le parti interessate, i luoghi e le fasi in cui possono nascere i veri pericoli nell’impresa, come assegnare ruoli e responsabilità, implementando appropriati controlli e flussi di comunicazioni interni e reporting alle funzioni apicali ed infine come aumentare la sensibilità e la conoscenza del rischio fiscale nell’azienda integrandola nella propria corporate culture.
«Ad ogni modo – ha sottolineato Alessandro Caridi, Partner di PwC – una corretta gestione e controllo del rischio fiscale trova la sua ragione d’essere a prescindere da forme di cooperazione rafforzata ed interessa tutte le società secondo un approccio graduale. Oggi è fondamentale che la funzione fiscale sia coinvolta nelle scelte aziendali in tempo reale. Allo stesso tempo il business e gli organi apicali devono essere informati delle conseguenze fiscali delle loro scelte manageriali».

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