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«Imprese e crescita Più strumenti per il risparmio»

Numeri da record con 162 miliardi di raccolta negli ultimi 14 mesi. E molte speranze di incroci produttivi tra la ripresa e i portafogli delle famiglie. Il risparmio — protagonista del sesto Salone a tema, iniziato ieri all’Università Bocconi e aperto fino a venerdì 27 marzo — chiede ancora alla politica di diventare un obiettivo strategico. «L’interesse per i fondi è altissimo in tutta Europa dove nel 2014 la raccolta netta ha superato i 600 miliardi — ha detto Giordano Lombardo, presidente di Assogestioni, l’associazione delle sgr attive in Italia che organizza l’evento —. Ma l’industria italiana dei fondi, che vale il 15% dei flussi europei, cresce ad un ritmo tre volte superiore rispetto alla media». 
La discesa dei tassi al minimo che spinge i risparmiatori a cercare rendimenti in impieghi diversi dal fai-da-te e il ritorno della voglia di accantonare per il futuro — anche se in molti casi lo si fa ancora per paura dell’ignoto post crisi e non per un definitivo ritorno della fiducia — sono tra le ragioni che guidano il boom e che sono state citate, con accenti diversi e analisi simili, anche dal ministro dell’economia Pier Carlo Padoan e dall’ex Cancelliere tedesco Gerhard Schroeder, intervenuti alla conferenza di apertura.
Negli intenti dell’industria, del governo e delle istituzioni europee tra le prossime sfide c’è quella di un maggior raccordo tra l’economia reale e gli investimenti dei privati. «Il risparmio gioca un ruolo principale per individuare canali alternativi al finanziamento alle imprese — ha detto Padoan —. Lo dimostrano le evoluzioni della normativa europea relativa agli Eltif, i fondi per l’investimento di lungo termine che sotto la presidenza italiana, ha avuto un importante accelerazione». I fondi che portano anche nei portafogli delle famiglie i titoli delle piccole imprese non quotate e quelli delle grandi opere infrastrutturali possono creare una cinghia di trasmissione (finora inesistente o quasi) tra la crescita che l’Europa spera di ritrovare e il desiderio di investire per il proprio futuro dei singoli cittadini. Non sono strumenti adatti a tutti — ha chiarito Lombardo — la maggioranza degli asset privati dovrà restare impiegata in strumenti tradizionali e meno rischiosi. Ma se anche solo una piccolissima parte, quella che può permetterselo con reciproco vantaggio, si mettesse in gioco per la ripresa il sistema avrebbe un nuovo impulso.

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