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Imprese all’attacco sulle riforme: bene il rigore, scossa deludente

di Roberto Bagnoli

ROMA— Bene il rigore sui conti ma il programma nazionale di riforme (Pnr) presentato dal governo appare deludente e scarso di stimoli per la crescita. Secondo il direttore generale di Confindustria Giampaolo Galli la manovra annunciata dal ministro del Tesoro Giulio Tremonti, pari a 39 miliardi nel biennio, rischia «di essere più gravosa di quella voluta da Maastricht per entrare nell’euro» con forti tagli sugli investimenti pubblici (11 miliardi già nel 2012) in grado di «deprimere l’economia» . Per Rete imprese Italia, il network dei piccoli e dei servizi, sono «da condividere gli obiettivi di pareggio ma manca la scossa» . Insomma di quella frustata promessa dal premier Silvio Berlusconi una paio di mesi fa per rilanciare lo sviluppo del Paese non c’è traccia. Così il mondo produttivo, davanti alle commissioni congiunte Bilancio di Camera e Senato, ha sostanzialmente bocciato la ricetta economica approvata settimana scorsa dall’esecutivo e inviata a Bruxelles. Il governo, da tempo pressato dalle critiche degli imprenditori (Marcegaglia in testa), non fa una piega. Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi si dice sicuro che il giudizio «diffidente» espresso da Confindustria diventerà «nei prossimi giorni positivo non appena metteremo in campo atti concreti» . E intanto sembra contento di incassare il via libera alla linea del rigore «che di questi tempi non è poca cosa in un Paese con un grande debito pubblico» . Lungo e articolato l’intervento di Galli che da subito ha evidenziato in modo critico che il «Pnr non indica le azioni concrete per la crescita e la competitività del sistema» . L’economista si è detto preoccupato della cifra della manovra messa in campo nel periodo 2010-2014 che ammonta a 5,3 punti di Pil contro i 4 del quadriennio precedente l’ingresso nell’euro. «Va dato atto al governo di aver assunto un quadro macroeconomico più realistico -continua Galli -per limitare i contraccolpi del risanamento sulla ripresa sarebbe opportuno introdurre con maggior decisione le riforme per liberare l’economia» . E qui l’elenco snocciolato da Galli è abbastanza impietoso. Bene il riferimento al processo civile «ma il Pnr non fa accenno alla riorganizzazione del sistema giudiziario» . Giusti gli interventi per infrastrutture e trasporti «ma si tratta di risorse già previste» . Così sul fronte dell’energia «mancano interventi per riorientare l’efficienza energetica» . «Deludenti» gli strumenti per la ricerca e innovazione, «significative carenze» per rafforzare la concorrenza, sulla riforma fiscale «siamo ancora all’enunciazione di criteri troppo generali» . L’ex premier Romano Prodi, che nei giorni scorsi aveva condiviso il duello ideato da Tremonti contro la Francia nella pretesa di reciprocità, ieri si è schierato con l’allarme solitudine lanciato dalla Marcegaglia. Per il Professore la richiesta di Confindustria significa che «manca una politica industriale e che ora bisogna farla» .

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