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Impresa, lavoro e sanità Il programma di Draghi per la “coesione sociale”

Negli appunti, ancora non organici e definitivi, che Mario Draghi ha raccolto per formulare il programma del suo esecutivo c’è un concetto basilare. Dalla cui definizione discendono tutte, o quasi, le conseguenze in termini di azione governativa: «Coesione sociale». Una formula che – insieme all’idea di Europa – si ripresenta costantemente. La pandemia e la crisi economica, infatti, pone quell’idea all’origine di ogni scelta.
Nel suo studio all’interno del casale di Città della Pieve, i documenti raccolti dall’ex presidente della Bce hanno occupato la scrivania per tutta la giornata. Una delle ultime telefonate è stata con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. I contatti con il capo dello Stato hanno frequenza quasi oraria più che quotidiana. Il Quirinale gli ha lasciato carta bianca, il presidente del consiglio incaricato, però, in questa fase preferisce aggiornarlo quasi ad ogni passo.
Sul tavolo, ovviamente, restano due questioni fondamentali. Il programma e il “perimetro” della futura maggioranza. Il week end è servito a studiare soprattutto la prima. Perché Draghi non solo la considera più importante, ma in particolare giudica la seconda come la risultante della prima. Gli obiettivi da raggiungere saranno sottoposti ai gruppi parlamentari e ai partiti. Quindi toccherà a loro decidere se sono compatibili con la presenza nella maggioranza e nella compagine ministeriale. «Poi – ripete – deciderò io».
La piattaforma programmatica, pur se ancora in elaborazione, si poggia quindi sulla «coesione sociale », una sorta di pietra miliare. Secondo l’ex governatore, infatti, in una stagione di estrema difficoltà come questa i “policy marker” hanno in primo luogo il dovere di mettere al riparo il tessuto della società, riannodarlo per scongiurare strappi irreversibili. I nodi si stringono intorno a cittadini, lavoratori, disoccupati, giovani e aziende. Il Covid infatti impone misure immediate.
A settembre scorso, nel corso di un dialogo pubblico con Filippo Crea, primario di cardiologia dell’ospedale Gemelli e direttore dell’European Heart Journal, Draghi fu su questo aspetto inequivocabile: «Dovremmo spendere molto di più per la salute» perché «la pandemia ha evidenziato l’importanza di avere buone strutture di assistenza e un sistema robusto». Il Recovery Plan, da questo punto di vista, subirà delle correzioni sostanziali.
E’ noto che la crisi economica dell’ultimo anno sta incidendo sulla carne viva dei lavoratori. Non è un caso che già in occasione dell’incarico ricevuto da Mattarella, Draghi ha ricordato che a fine marzo scadrà il provvedimento che blocca i licenziamenti e prevede la Cassa Integrazione. Il suo obiettivo, come è stato sottolineato nel documento presentato da lui stesso all’organizzazione internazionale G30, è evitare «danni per famiglie e lavoratori». Per questo non vuole nemmeno sentire parlare di «sussidi » a pioggia. «Gli incentivi – è uno dei suoi capisaldi – devono creare nuovi lavori, non salvare quelli vecchi ». Così come il sostegno pubblico alle aziende non può che essere mantenuto e rafforzato durante una stagione di stagnazione prolungata, ma non per quelle destinate comunque a fallire. Lo Stato, insomma, non può farsi carico di imprese “zombie”. Semmai il nuovo governo avrà l’obiettivo di modificare il diritto fallimentare per renderlo in grado di favorire le ristrutturazioni aziendali e non solo di prevederne, appunto, il fallimento.
Le risorse, semmai, vanno in larga parte dirottate sulle giovani generazioni: «Privare un giovane del futuro – aveva ammonito ad agosto scorso nel corso del meeting di Cl è una delle forme più gravi di diseguaglianza ». Scolarizzazione, preparazione, cultura.
O, in sintesi, «conoscenza». Che costituisce una delle armi più potenti per sconfiggere il populismo. L’irrilevanza della «conoscenza», infatti, aumenta il peso delle opinioni «soggettive» anziché quello dei «fatti oggettivi». «In questo contesto – ha rimarcato alla fine del 2019 in occasione del conferimento della Laurea Honoris Causa all’Università Cattolica – è più facile per il policy maker rispecchiare semplicemente quelli che egli reputa gli umori della pubblica opinione, sminuendo il valore della conoscenza, assumendo prospettive di breve respiro e obbedendo più all’istinto che alla ragione. Ma solitamente ciò non serve l’interesse pubblico».
La precondizione, comunque, resta l’europeismo. Per Draghi, è semplicemente ineliminabile. Anzi,«un punto di riferimento» per risolvere «tutti i problemi senza guardare al punto di vista particolare».
Nell’impostazione dell’ex presidente della Bce – e di Sergio Mattarella – i partiti allora dovranno in primo luogo decidere se giudicano condivisibile questa piattaforma. Se, ad esempio, il richiamo all’europeismo sia digeribile per la Lega di Salvini, se l’allontanamento del populismo sia metabolizzabile dall’M5S, se la politica per i nuovi lavori sia accettabile dal Pd. Se diranno sì, le conseguenze sulla struttura dell’esecutivo – ossia sui ministeri e sulla partecipazione dei politici – saranno chiare. Saranno presenti anche politici. Draghi non accetta veti e non pone veti. Un governo di scopo ha un orizzonte tracciato dall’obiettivo indicato. Come nei primi tre governi della Repubblica, quelli guidati da Alcide De Gasperi con Dc e Pci, lo scopo era l’approvazione della Costituzione e far maturare nel Paese una coesione costituzionale, così in questo lo scopo è la coesione sociale. E la ricomposizione di un sistema politico che in tutte le sue componenti abbandoni l’antieuropeismo e il populismo.
Il tutto però è accompagnato da una avvertenza. Ben illustrata in una delle ultime telefonate da Città della Pieve davanti ad un camino ancora acceso. Tutti dovranno avere «coraggio» perché la «tentazione di non decidere – come sottolineato anche nel suo discorso alla Cattolica – è frequente, anche il non agire rappresenta una decisione. Ma decidere di non agire significa fallire».
L’aumento degli gli investimenti nella Salute all’interno del Recovery Plan e l’attenzione alla scuola. Parola d’ordine: coraggio
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