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Impregilo-Salini, ok della Borsa

La nuova Salini-Impregilo piace alla Borsa. Sono volati a Piazza Affari i titoli di Impregilo (con un 18% per cento di rialzo, condizionato a dire il vero anche dallo scarso flottante) dopo che lunedì sera i consigli di amministrazione di Impregilo e di Salini hanno dato semaforo verde all’integrazione delle due realtà per dare origine a un colosso da 4,5 miliardi di euro di fatturato e 32mila dipendenti. Il concambio è stato fissato in 6,45 azioni Impregilo contro un’azione Salini.
Gli obiettivi del piano industriale per il 2013-2016 restano comunque ambiziosi: ad affermarlo sono gli analisti (da Banca Akros ad Equita) che attendono ulteriori dettagli per verificare la fattibilità del progetto. Tuttavia le prime valutazioni sono positive: gli esperti di Banca Akros hanno promosso Impregilo, raccomandando un accumulate e alzando il target di prezzo a 3,3 euro, rispetto ai 2,5 euro.
Secondo le stime fornite il gruppo prevede una crescita del giro d’affari fino a 7,4 miliardi nel 2016 (con un +16% di Cagr, cioè il tasso di crescita annuale composto) e un margine operativo lordo attorno a un miliardo, grazie ai 100 milioni all’anno di sinergie. L’incidenza sui ricavi dell’Ebitda (cioè il margine reddituale che misura l’utile di un’azienda prima degli interessi, delle imposte, delle tasse, delle componenti straordinarie) e dell’Ebit (che al contrario misura l’utile prima degli interessi e delle tasse) sarà rispettivamente a oltre il 13,5% e il 9 per cento.
Secondo le previsioni dell’azienda anche la struttura finanziaria dovrebbe essere equilibrata. I debiti, inizialmente pari a 650 milioni, verranno azzerati già l’anno venturo. La posizione finanziaria netta é attesa in pareggio dal 2014, positiva per 300 milioni al 2016 prima della distribuzione dei dividendi.
Va inoltre rammentato che il gruppo ha già ottenuto beneficio dal maxidividendo da 600 milioni staccato da Impregilo grazie al ricavato della vendita della brasiliana Ecorodovias.
La raccolta ordini medio annuo nel periodo sarà pari a 7,5 miliardi, con un book-to-bill (rapporto nuovi ordini/ricavi) costantemente superiore a 1. Il portafoglio ordini è in crescita del 30%, raggiungendo circa 26 miliardi a fine 2016, con l’attuale portafoglio ordini che supporta oltre il 60% dei ricavi nell’orizzonte del piano. Sono state stimate sinergie da integrazione per quasi 100 milioni a regime, mentre in modo prudente il piano industriale prevede costi straordinari per circa 20-30 milioni tra 2013 e 2014. La gestione operativa, secondo quanto previsto dal piano del gruppo Salini-Impregilo, permetterà il finanziamento interno degli investimenti industriali, che ammonteranno nell’arco del piano a circa 1,3 miliardi. La famiglia Salini avrà l’89,8% del gruppo, che ai prezzi di oggi avrebbe una capitalizzazione di circa 1,2 miliardi di euro, ma è previsto che il flottante sia ampliato nella seconda metà del 2013. Insomma, un piano ambizioso che andrà però verificato poi nei fatti.

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