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Impregilo-Salini, indaga l’Antitrust

L’operazione Impregilo-Salini finisce sul tavolo dell’Antitrust. E nella guerra a tutto campo, si apre l’ennesimo fronte. Gli sceriffi della concorrenza hanno aperto un fascicolo per vederci chiaro: vogliono capire se l’accordo strategico tra le due aziende, punto cardine del gruppo Salini, violi il libero mercato.
Su Impregilo hanno aperto un fascicolo tutte le autorità possibili e immaginabili: ci sono già in mezzo la Consob (dove giacciono vari esposti di cui due accuse di azione di concerto), il Tribunale di Milano, dove c’è un contenzioso avviato da Gavio, e la magistratura (che ha messo sotto indagine Pietro Salini e altri manager).
Ieri è stata l’Autorità garante della concorrenza e del mercato a informare di aver avviato un’istruttoria nei confronti di Salini Costruttori, la società che ha preso il controllo di Impregilo, e di Impregilo stessa. Il motivo? «Verificare se le due società abbiano posto in essere un’intesa finalizzata a evitare il corretto confronto competitivo in sede di partecipazione alle gare d’appalto aventi ad oggetto la costruzione di infrastrutture e grandi opere». E’ la vexata quaestio del conflitto di interessi tra le due aziende, sorto nel momento in cui Salini, battendo il rivale Gavio in assemblea, ha preso il comando. Entrambe le società, ha spiegato l’Antitrust in una nota, sono tra i principali general contractor operanti nel settore delle costruzioni, specializzate nella realizzazione di infrastrutture e di grandi opere complesse. Nel mirino dell’istruttoria, l’accordo siglato tra le due società il 27 settembre scorso, contestatissimo da Gavio, che, secondo l’Antitrust, appare «configurare un’intesa restrittiva della concorrenza avente ad oggetto la definizione congiunta delle procedure di selezione e la successiva partecipazione alle gare d’appalto di interesse per le due parti, in un contesto di mercato nel quale la gara rappresenta uno strumento fondamentale, se non l’unico, per l’aggiudicazione di lavori». Insomma, la “spartizione” degli appalti, che nelle intenzioni di Salini dovrebbe garantire quella muraglia cinese tra le due aziende, è invece finita proprio nel mirino dell’authority. In effetti mancava solo l’intervento dell’Antitrust per chiudere il cerchio nella complicata vicenda Impregilo, che ormai ha preso la deriva delle carte bollate. Ma se in altre occasioni, l’apertura di nuovi fronti di scontro aveva galvanizzato la Borsa, perché rinforzava lo scenario dell’Opa come unica soluzione possibile all’esito dello scontro, ieri la reazione è stata opposta: un netto calo (-2,78%) dopo lo scivolone del 4% del giorno prima. Tra i broker inizia a serpeggiare il malcontento. Il braccio di ferro sta degenerando in una situazione ingestibile. E questo invece di alimentare gli acquisti, li spegne.

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