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Impregilo, ipotesi di listing a Londra

Il colpo di scena sulla saga Impregilo, che molti si aspettavano, arriva a metà del cammino dell’Opa. Ma non arriva nè da Gavio, a cui ancora sono attribuite aspettative di una contro-Opa. Nè dal prezzo dell’offerta, che lo stesso Gavio punta a far incrementare. Ma da Pietro Salini, il promotore dell’offerta su Impregilo, che spiazza tutti, ventilando l’ipotesi di spostare Impregilo da Milano a Londra.
L’annuncio a sorpresa, mentre mancano circa due settimane alla fine dell’Opa con cui Salini, titolare di un 29%, vorrebbe salire al 51% di Impregilo, è stato fatto in un’intervista a Bloomberg. L’imprenditore romano, che nel giro di un anno e mezzo ha preso il controllo di Impregilo scalzano la famiglia Gavio, ha dichiarato se l’Opa su Impregilo andrà in porto, quindi se raggiungerà almeno il 51% del capitale, Salini valuterà l’ipotesi del trasloco: via da Piazza Affari (dove i vertici di Borsa Italiana non gradirebbero perché già languono le Ipo e scarseggiano le aziende a grossa capitalizzazione) alla volta di Londra.
«Avere una società globale – ha motivato Salini, amministratore delegato delle due aziende – significa dover essere globali anche nelle fonti di finanziamento». Quindi la piazza finanziaria italiana non sarebbe ritenuta adeguata. Il costruttore, poi, ha cercato di convincere gli azionisti a cedergli le azioni, osservando che nell’immediato futuro, Impregilo non varrà più dei 4 euro dell’Opa, che valorizza la società 1,6 miliardi di euro. Il prezzo, ha sottolineato Salini, è «molto generoso». Aggiungendo: «Se Gavio mi offrisse 4 euro, io venderei». Per Salini una contro offerta da Tortona è «improbabile, ma non impossibile». Tuttavia, aggiunge, «per loro ha ancora senso uscire».
A Tortona l’ipotesi di Londra ha creato reazioni di disappunto. Viene considerata una fuga dall’Italia cosa che invece, si rivendica, loro non hanno mai fatto. La famiglia sta ancora decidendo il da farsi (nel frattempo è stata varata una semplificazione societaria con l’accorciamento della catena di controllo a livello della cassaforte Aurelia e Argo): un cda della Astm (cui fa capo la partecipazione in Impregilo) svoltosi nei giorni scorsi non ha sciolto la riserva se aderire o meno all’Opa, ma anzi ha alzato la posta facendo capire che i 4 euro non bastano. Ce ne vorrebbero 4,46 per prezzare Impregilo almeno tanto quanto il patrimonio netto.
Per chi rimarrà azionista ci sarà un «Jumbo-dividend». Impregilo si prepara a staccare un maxi-assegno da oltre 600 milioni di euro a favore degli azionisti. Salini lo aveva promesso. Il jackpot annunciato, diviso per le oltre 400 milioni di azioni in circolazione, fa un dividendo di 1,48 euro. Si scopre dunque un altro tassello nella tela di Salini ed è pure un tassello cruciale. La cedola è infatti legata a doppio filo con l’Opa medesima. Visto che la cedola è una delle modalità con cui Salini finanzierà la scalata: i romani incasserebbero 200 milioni che andranno a ripagare la scalata (che costerà fino a 1,2 miliardi).
Una volta preso il comando di Impregilo dopo aver estromesso Gavio dal cda, ha venduto la brasiliana Ecorodovias con un incasso di circa 900 milioni. Se avrà la maggioranza Salini non avrà più ostacoli per celebrare il matrimonio tra le due aziende (cosa che invece Gavio respinge). E a quel punto Impregilo potrebbe trasferirsi nella City.

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