Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Impregilo, il giorno del verdetto

Domani sarà il giorno del verdetto nella guerra, anche di carte bollate, che dura da un anno, tra i due maggiori azionisti di Impregilo, Igli, del gruppo Gavio, di Tortona (che possiede il 29,9% dell’azionariato) e l’attaccante, l’imprenditore romano Pietro Salini, di Salini costruttori spa (29,2%), che ha chiesto la revoca dell’attuale cda del maggiore gruppo italiano dell’industria delle costruzioni, che vede al vertice, da poche settimane, Fabrizio Palenzona, dopo le dimissioni, a maggio, di Massimo Ponzellini, in seguito all’inchiesta sul caso corruzione alla Banca Popolare di Milano.

L’obiettivo dichiarato di Salini è di fare di Impregilo un player mondiale del settore rifocalizzandone il business attraverso la dismissione di asset non strategici al «core business» come le concessioni.

Progetto sul quale si sono addensate le critiche che hanno indicato Salini come interessato soltanto alla cassa di Impregilo per vendere la propria impresa. Critiche esplicitamente rimandate al mittente da Massimo Ferrari, direttore Affari generali e progetti speciali di Salini. Intanto, la vigilia dell’assemblea, con Claudio Costamagna indicato come leader della lista alternativa per il cda, annuncia acque ancora più agitate. Infatti, sono attese le decisioni dei giudici civili milanesi sui ricorsi presentati da Igli e Salini nella contesa per il controllo di Impregilo. Igli punta a bloccare le raccolte di deleghe di Salini in vista dell’assemblea di domani per le scelte giudicate insoddisfacenti e per avere operato fuori dai limiti statutari. Salini sostiene che ci sarebbe un concerto occulto di Igli con gli azionisti di minoranza per ottenere il controllo di Impregilo, senza avere informato la Consob. Nel ricorso ha chiesto di inibire il diritto di voto ai concertisti nell’assemblea. Inoltre, il cda di Impregilo lunedì ha nominato Gian Maria Gros-Pietro vicepresidente del gruppo guidato da Fabrizio Palenzona, e ha anche ricevuto un’offerta migliorativa da parte della famiglia Almeida per il 19% della controllata brasiliana Ecorodovias, concessione che Salini vuole dismettere, e soprattutto ha modificato il regolamento in materia di operazioni con parti correlate.

Domanda. Direttore Ferrari siamo arrivati alla vigilia dell’assemblea che Salini ha richiesto per votare la revoca del cda del general contractor, peraltro recentemente rinnovato. In sintesi può riassumere le motivazioni della richiesta?

Risposta. Le ragioni sono tre: la prima, che il cda di Impregilo ha gestito la società con risultati non soddisfacenti dal 2006, in termini di redditività, posizionamento nel mercato delle costruzioni e di ritorno per gli azionisti. La seconda ragione, è che ha gestito la società al di fuori delle previsioni statutarie, e quindi della legge. La terza è che anche nella nuova configurazione il cda ha assunto determinazioni preoccupanti per gli azionisti come quello della vendita del solo 20% di Ecorodovias che è la principale partecipazione (29%) di Impregilo e di proporre un buy back che a nostro avviso è contrario agli interessi degli azionisti.

D. Perché?

R. Tre ragioni. Intanto, perché il buy back per come proposto, ha bisogno dell’autorizzazione di tutti gli azionisti e deve tenere conto del parere di un socio come Salini. Secondo, perché nella formulazione proposta comporterebbe per Igli il superamento della soglia del 30% facendo decadere ogni obbligo di opa e questo è contro gli interessi degli azionisti di minoranza. Terzo, perché per gli investitori è sempre preferibili un dividendo piuttosto che un riacquisto parziale di azioni proprie.

D. Prevede una sospensiva per la questione della raccolta delle deleghe?

R. No, la troverei infondata e pregiudizievole della possibilità offerta dalla nuova normativa agli azionisti di minoranza di esprimere il loro voto in assemblea.

D. Quali scenari per il dopo assemblea con Gavio che ha annunciato il buy back e l’opa fino a un massimo di 200 milioni a fine anno e Salini che ha prospettato un dividendo straordinario grazie alla cessione del 30% della brasiliana Ecorodovias ?

R. Rispetto a questi scenari ognuno andrà avanti con il proprio, in coerenza. Cosa farò l’altro si vedrà.

D. Se conquistato il cda, Salini non riuscisse a far passare il progetto di fusione con Impregilo quali conseguenze in caso di muro contro muro?

R. Salini non ha nessuna intenzione di fare muro contro muro perché danneggia l’azienda e il nostro interesse è valorizzarla. Il cda elaborerà un progetto di fusione dopo la distribuzione del dividendo e dopo che saranno realizzate le dismissioni di tutte le principali attività «non core», alcune concessioni, quelle mature, in primis Ecorodovias entro il 2012. Il progetto verrà sottoposto all’assemblea e in quella sede i soci esprimeranno la loro opinione su elementi che oggi non conosciamo: i rapporti di concambio, i vantaggi per gli azionisti, il perimetro. Tutti elementi indispensabili per esprimere un giudizio consapevole.

D. Salini pensa a quali alternative?

R. In caso di mancata fusione Salini proporrà alternative che saranno comunque valutate dal cda: joint venture, messa a fattor comune di attività.

D. La battaglia in corso da oltre un anno ha fatto raddoppiare il valore del titolo passato da 1,8 euro a 3,2 euro. Cosa prevede in Borsa?

R. Puntualizziamo. Il progetto di Salini per una grande Impregilo inizia ad ottobre 2011. Salini confida che realizzando il proprio progetto tutti gli azionisti ne avranno dei benefici.

D. Impregilo resterà quotata e indipendente con azionariato diffuso?

R. Sì.

D. Cosa risponde a chi sostiene che Salini sta prendendo una scorciatoia per la Borsa?

R. Salini si sta preparando da tempo a quotarsi. La quotazione per via indiretta è una modalità di quotazione disciplinata dalle norme e dai regolamenti di Borsa.

D. E a chi dice che siete interessati solo alla cassa di Impregilo per vendere l’impresa Salini?

R. Lo escludiamo categoricamente, perché la cassa di Impregilo verrà utilizzata per valorizzare la società e non per comprare Salini.

D. Quale il vostro piano industriale per Impregilo, e per raggiungere quale obiettivo?

R. Il piano industriale si basa sulla valorizzazione delle competenze e della storia di Impregilo nel settore delle costruzioni, comparto che in questo momento a livello mondiale presenta importanti opportunità e per coglierle sono cruciali le competenze e la dimensione. Impregilo ce l’ha e anche Salini, che conta di chiudere il 2012 con un fatturato superiore a 1,7 miliardi, probabilmente superiore a quello di Impregilo nel solo settore delle costruzioni. Aggregando le due realtà si darebbe vita a un player capace di cogliere quelle opportunità.

D. Perché non vi piace il modello misto di general contractor basato su lavori di costruzione e concessioni?

R. Non è vero, perché già Salini opera nel settore delle costruzioni anche attraverso lavori in concessione con il project financing. È un assurdo pensare che sia conveniente per un costruttore che ha un costo del capitale superiore al 10% acquisire concessioni come quelle autostradali e o di servizi, mature, che hanno un ritorno sul capitale approssimabile al 6%.

D. Quali sono i lavori nel portafoglio di Impregilo?

R. Tra i principali all’estero ricordo i lavori per il canale di Panama e la linea ferroviaria in Venezuela Puerto Cabello-La Encrucijada, mentre in Italia la linea metropolitana M4 di Milano +++++e linea ferroviaria alta velocità Milano-Genova.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

La Francia continua a essere apripista per il riconoscimento economico dei contenuti di informazione...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Si avvicina il giorno in cui Monte dei Paschi dovrà dire alla vigilanza di Francoforte e al mercato...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Sul Recovery Plan non esiste un caso Italia, ma un’interlocuzione molto positiva con la Commissi...

Oggi sulla stampa