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“Impregilo deve fare solo costruzioni cessione del Brasile e l’incasso ai soci”

MILANO — Claudio Costamagna, ex Goldman Sachs e advisor del gruppo Salini è «fiducioso» che il 12 luglio gli azionisti di Impregilo voteranno la lista del consiglio promossa da Pietro Salini, che lo indica alla presidenza del gruppo di costruzioni. La raccolta delle deleghe di voto della società «procede bene» e il mercato guarda con interesse al futuro assetto di Impregilo.
Cosa l’ha portata a candidarsi come presidente di Impregilo?
«Prima di un mese e mezzo fa non conoscevo il gruppo Salini, mi hanno chiamato, sono andato a trovarli e ho conosciuto un imprenditore italiano illuminato, che ha capito una cosa che io ripeto spesso. Vale a dire che il nostro sistema industriale è troppo frammentato per competere e che bisogna crescere. Negli ultimi cinque anni Pietro Salini non solo ha fatto crescere la sua azienda, ma ora con questa operazione è pronto a fare un altro passo in avanti».
Tutto qui?
«Questa è un’operazione di aggregazione molto interessante, come non ne sono mai state fatte prima in Italia. E nel caso in cui dovessimo vincere dovrò presiedere una società che ha più di un azionista importante, e intendo farlo nell’interesse di tutti i soci. Un’altra sfida che in Italia non si è mai vista ».
E se il 12 luglio la lista Salini dovesse uscire perdente?
«Non credo che questo sia possibile, ma in quel caso resterei uno degli advisor della società romana, come lo sono ora, per studiare l’operazione e trovare un’altra soluzione ».
Se invece a luglio prenderete il controllo del consiglio, cosa intendete fare?
«Nei primi sei-nove mesi vogliamo vendere con procedure trasparenti le attività non “core” e tra queste Ecorodovias. Una volta valorizzati questi asset, distribuiremo la cassa in eccesso a tutti gli azionisti. A quel punto vedremo anche cosa farà il gruppo Gavio e quindi procederemo a integrare le due realtà nelle costruzioni».
Cosa ne pensa dell’oggetto sociale di Impregilo?
«Non sono un giurista, ho letto i tre pareri raccolti da alcuni esperti per conto di Salini e mi sembrano inappuntabili. Inoltre faccio rilevare come altre società, tra cui Astaldi e la stessa Salini, facciano espressa menzione nell’oggetto sociale di voler operare nelle concessioni».
Rinunciando alle concessioni, non le sembra che Impregilo si vada a privare di un business comunque interessante?
«In questo mondo è già difficile fare bene un unico mestiere, figurarsi due o tre. Sono pochissimi i conglomerati che hanno dimostrato di avere successo. Gli investitori penalizzano le conglomerate, che quotano sempre a sconto rispetto al valore degli asset. Ciò non toglie che Ecorodovias é stato un ottimo investimento, solo che ora in Brasile non c’è più niente da costruire, c’è solo da incassare i pedaggi ed è bene che lo faccia chi opera in questo settore».
Ma anche Salini ha più volte ripetuto di voler fare le gare per le costruzioni greenfield, ed Ecorodovias è nata così..
«Una cosa è fare progetti greenfield, e attraverso queste gare avere la possibilità di rilevare una partecipazione nelle concessioni. Ma una volta che l’opera è compiuta finisce anche l’interesse di un gruppo delle costruzioni, poichè quello delle concessioni è un business completamente diverso, con un differente profilo di rischio».
Appunto, e in un settore rischioso come le costruzioni non è meglio diversificare su attività che garantiscono costanti flussi di cassa come le concessioni?
«Quella è la scusa che le conglomerate hanno a lungo utilizzato per giustificare la loro diversificazione. Oggi i gestori dei fondi hanno tutte le capacità per diversificare il rischio da soli, senza bisogno che qualcun altro lo faccia per loro conto».
E quindi, dividendo a parte, non utilizzerete le risorse di Impregilo per comprare Salini?
Abbiamo già detto che non siamo e non saremo Lactalis. Se e quando Impregilo e Salini venissero integrate, decideranno prima i consiglieri indipendenti della società e poi in assemblea voteranno tutti i soci tranne Salini, a garanzia che l’operazione venga fatta a condizioni
di mercato».

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