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Impregilo, accolto il ricorso di Salini il tribunale: i piccoli soci devono votare

MILANO — Mentre volge all’epilogo la battaglia per la conquista di Impregilo, continua la guerra a colpi di carte bollate tra i due pretendenti Beniamino Gavio e Pietro Salini. Ieri il Tribunale civile di Milano ha accolto la richiesta del gruppo romano, ammettendo al voto dell’assemblea convocata per oggi tutte le azioni raccolte con le deleghe da Salini. E così quei 7,8 milioni di titoli (l’1,9% del capitale) che hanno aderito al progetto per creare il «campione nazionale» potranno votate su «ogni altro argomento di natura organizzativa» diverso rispetto all’ordine del giorno. Il gruppo romano aveva inoltre richiesto al Tribunale di autorizzare i soci a eleggere un nuovo presidente per moderare l’assemblea al posto di Fabrizio Palenzona, richiesta che, però, è stata respinta.
Del resto l’ordine del giorno, prevede proprio la revoca dell’attuale cda guidato da Alberto Rubegni e l’eventuale nomina di un nuovo consiglio con Pietro Salini come amministratore delegato. Pertanto, anche senza la pronuncia del tribunale, il presidente di Impregilo non avrebbe potuto escludere le deleghe raccolte ad hoc. In una nota Palenzona ha precisato che di non aver «mai pensato di non ammettere» le deleghe raccolte da Salini e di voler «valutare le iniziative volte a far accertare la legittimità del suo operato». E così, mentre il Tribunale di Milano si è già pronunciato quattro volte con urgenza sui vari ricorsi presentati dai due azionisti forti, la Consob continua a vigilare da lontano e anche ieri veniva sollecitata a intervenire all’assemblea di Impregilo. Nonostante i numerosi esposti ricevuti, la Commissione ha ordinato delle ispezioni presso il gruppo di Tortona e presso quello romano, ma non è ancora arrivata a conclusioni decisive nemmeno sulle presunte «azioni di concerto» dell’una o dell’altra parte con altri soci di Impregilo.
Ieri la famiglia Salini ha poi dimostrato di essere unita, approvando il bilancio della capogruppo Salini Costruttori e anche uno degli ultimi corposi dividendi (13 milioni su 50 di profitti). Dopo l’investimento in Impregilo, il gruppo romano difficilmente sarà in grado di remunerare i soci come ha fatto in passato, perché le risorse andranno investite nel «campione nazionale». E in proposito ieri la famiglia Salini ha espresso «apprezzamento e soddisfazione per i risultati brillanti conseguiti» confermando «il proprio sostegno per il progetto d’integrazione con Impregilo ». Del resto i numeri danno Pietro Salini in vantaggio rispetto a Gavio, tanto che se oggi l’assemblea dovesse confermare i pronostici, domani dovrebbe essere convocato il primo consiglio del nuovo gruppo. Il board che sarà presieduto da Claudio Costamagna dovrà iniziare subito a lavorare per approvare i risultati della semestrale, che invece è stata realizzata sotto la guida e la responsabilità di Alberto Rubegni.

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