Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Imposte differite in crediti non solo per le banche

di Marco Piazza

La trasformazione di alcune tipologie di imposte differite attive in crediti d'imposta cedibili o compensabili in F24 (peraltro, senza limiti d'importo) potrebbe essere interpretata e quindi applicata in modo da interessare non solo le banche, per le quali la norma è stata esplicitamente pensata, ma anche ogni altro tipo di impresa.

La norma è contenuta nell'articolo 2, comma 55 del Dl 225/2010 (si veda, per un primo commento, la «Guida al milleproroghe» pubblicata sul Sole 24 Ore del 7 marzo), il quale stabilisce che le imposte differite attive siano trasformate – entro certi limiti – in crediti d'imposta di cui la banca non può chiedere a rimborso e che non producono interessi, ma che possono essere ceduti oppure compensati – senza limiti d'importo – nel modello F24.

La trasformazione riguarderà le attività per imposte anticipate relative alle svalutazioni di crediti tassate nonché quelle relative agli avviamenti e alle altre attività immateriali, a deducibilità differita nel tempo.

La trasformazione – che opera solo qualora nel bilancio individuale della società venga rilevata una perdita d'esercizio – riguarda un importo pari alla quota di perdita di bilancio proporzionalmente corrispondente al rapporto fra le attività per imposte anticipate e il patrimonio netto. Il comma 55 inizia con la locuzione «In funzione "anche" della prossima entrata in vigore del nuovo accordo di Basilea…». Da ciò si desume che, benché la norma sia stata concepita allo scopo di colmare il gap competitivo delle banche italiane che saranno soggette ai nuovi, più stringenti parametri di calcolo del patrimonio di vigilanza imposti da Basilea 3, queste non ne sono necessariamente le uniche destinatarie.

L'elevata incidenza delle imposte differite attive sul patrimonio dell'ente, infatti, non è un fenomeno che riguarda esclusivamente le banche, ma anche gli altri tipi di imprese (commerciali e industriali), essendo causata dalla particolarità del nostro ordinamento di fare largo uso di meccanismi di differimento della deducibilità dei costi.

Sarebbe quindi improprio limitare l'applicazione del beneficio al solo settore bancario, nonostante dalla relazione tecnica risulti che le previsioni di effetto sul gettito sono state limitate al settore finanziario.

Del resto, nessun passaggio della nuova legge fa pensare che si riferisca solo alle banche, salvo il richiamo all'articolo 106, comma 3 del testo unico che riguarda solo la svalutazione dei crediti di banche e finanziarie e non anche di altri soggetti. In sede di conversione in legge, inoltre, a causa dell'accorpamento dei vari articoli contenuti nel testo emendato alla Camera, si è persa la rubrica dell'originario articolo 2 quinquies «Disposizioni concernenti il settore bancario».

Supponendo, quindi, che un'impresa industriale con capitale e riserve pari a 10 milioni abbia imposte differite attive di 2 milioni (derivanti ad esempio dalla svalutazione di attività immateriali o dall'applicazione del l'esempio 2 dell'Applicazione 1, Oic) e perdite per 3 milioni, trasformerà in crediti d'imposta cedibili o compensabili le imposte differite per un ammontare pari a 3 milioni per 2 milioni diviso 10 milioni uguale 600 mila euro, con un interessante beneficio in termini finanziari.

È da auspicare che le disposizioni attuative precisino:

– se siano trasformabili anche le imposte differite causate dall'applicazione dell'articolo 106, comma 3 bis del testo unico (si ritiene che il fatto che questo comma non sia stato citato sia il frutto di una mera dimenticanza; si veda anche la "Scheda di lettura" 436 del 2011 della Camera, la quale cita anche il comma 3 bis);

– se le imposte differite attive debbano essere previamente decurtate di quelle passive (il tenore letterale della norma non lo prevede);

– se siano computabili anche le imposte differite attive relative all'Irap (come è logico che sia) nonostante la legge di riferisca solo a quelle derivanti da componenti negativi deducibili in più periodi d'imposta «ai fini delle imposte sui redditi». La relazione tecnica ha considerato tutte le imposte differite iscritte in bilancio.

 

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Al via la banca tutta online e digitale del gruppo Illimity, che fa capo a Corrado Passera. È Illim...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Google ha accettato di pagare un totale di quasi 1 miliardo di euro per chiudere il contenzioso fisc...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il fondo Blackrock torna sopra la soglia del 5% del capitale sia in Unicredit che in Intesa Sanpaolo...

Oggi sulla stampa