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Imposta sullo scudo, ambiti certi

di Duilio Liburdi 

Imposte sullo scudo con molte variabili e incognite: la proroga disposta dal Mineconomia per il momento con un atto non ufficiale (si veda ItaliaOggi di ieri) dovrà essere sicuramente utilizzata per definire meglio i confini dell'operazione. Con particolare riferimento all'ambito di applicazione dell'imposta straordinaria nonché delle segnalazioni che dovranno essere effettuate all'amministrazione finanziaria. Non tutte le problematiche, infatti, appaiono risolte mediante l'emanazione del provvedimento da parte dell'agenzia delle entrate (si veda ItaliaOggi del 15 febbraio) che, comunque, contiene una prima indicazione sulla corretta applicazione della norma. Connotata dal fatto che il pagamento dell'imposta «ordinaria» è finalizzato al mantenimento della riservatezza originariamente acquisita mediante lo scudo fiscale.

La suddivisione tra le procedure di scudo. Una delle questioni sul tappeto è quella legata alla applicazione delle imposte, ordinaria e straordinaria, in relazione al momento in cui è stato effettuato lo scudo fiscale. In linea di principio, non appaiono esservi dubbi di sorta sul fatto che, a prescindere dalla disposizione di legge utilizzata per lo scudo fiscale, l'imposta ordinaria sia dovuta. Infatti, partendo dal presupposto che il prelievo viene effettuato in quanto vi è segretazione ed è finalizzato a mantenere la segretazione, tale caratteristica prescinde dal momento in cui è stato fatto lo scudo fiscale.

In tal senso, quindi, il dato normativo obbligherebbe ad effettuare un prelievo a titolo di imposta straordinaria a prescindere dalla normativa utilizzata per la sanatoria. Il che, evidentemente, rende difficoltosa l'applicazione della stessa nell'ipotesi in cui, per esempio, lo scudo fiscale sia stato effettuato in base alla norma originaria quale il decreto legge n. 350 del 2001.

Va inoltre ricordato come le diverse modalità di scudo fiscale utilizzate influenzino il prelievo. Infatti:

– se l'attività finanziaria è stata oggetto di rimpatrio fisico o giuridico, l'imposta appare comunque dovuta sia che si tratti di imposta annuale che di quella straordinaria. Come detto la differenza in questo caso sta nel fatto che le attività finanziarie siano ancora segretate o meno;

– se l'attività finanziaria è stata oggetto di regolarizzazione l'imposta dovuta appare quella introdotta a regime sulle attività detenute all'estero e non, dunque, quella di bollo ordinaria ovvero quella straordinaria. A questa conclusione si giunge sia sulla base della logica della norma che dalla lettura del provvedimento dell'agenzia delle entrate. Di fatto, le attività finanziarie oggetto di regolarizzazione non sono mai state tecnicamente segretate.

La casistica del provvedimento. Il provvedimento messo a punto dall'Agenzia delle entrate tratta, di fatto, quattro ipotesi:

– la prima è la più semplice nel senso che si delinea il caso del contribuente che ha effettuato lo scudo fiscale e detiene ancora le attività finanziarie in regime di segregazione. In questo caso si applica l'imposta di bollo ordinaria;

– analoga conclusione si raggiunge se si è cambiato intermediario ma si è mantenuto il regime di riservatezza;

– altra questione è quella dell'avvenuto trasferimento presso altro intermediario ma con il venir meno della riservatezza. In questa ipotesi il provvedimento afferma che l'imposta ordinaria non è dovuta ma, poiché il trasferimento in questione è assimilato a un prelievo, deve essere effettuata la comunicazione all'amministrazione finanziaria. Si presuppone, dunque, che l'imposta straordinaria non possa essere prelevata fermo restando che, per evitare la comunicazione, il contribuente che ha effettuato lo scudo possa fornire provvista all'intermediario. In questo caso, dunque, non è l'intermediario a doversi attivare ma il contribuente che ha sanato la propria posizione;

– sempre in tema di segnalazioni all'agenzia delle entrate, il provvedimento afferma che detto adempimento deve essere effettuato nel caso in cui non si siano applicate o versate le imposte nonché nel caso in cui sia stato chiuso il contro segretato tra il 7 e il 31 dicembre 2011 senza fornire provvista per il pagamento. Il sistema di comunicazioni in questione è attivato mediante il modello 770, con decorrenza da quello relativo al periodo di imposta 2012.

Inoltre, nei confronti dei contribuenti «segnalati», la riscossione delle imposte avviene mediante iscrizione a ruolo effettuata ai sensi dell'articolo 14 del dpr n. 602 del 1973 e, l'importo dovuto è maggiorato di una sanzione pari all'importo non versato. Come si vede, dunque, un panorama estremamente articolato che ancora mantiene delle complessità che, peraltro, vanno collegate a recenti provvedimenti normativi quali, tra l'altro, l'obbligo posto in capo agli intermediari finanziari di fornire segnalazione all'amministrazione finanziaria delle risultanze relative a tutti i rapporti intrattenuti da parte dei contribuenti. Indirettamente, dunque, anche tale previsione potrebbe condurre alla emersione di quanto originariamente è stato oggetto di scudo fiscale.

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