Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Imposta minima globale

Gli Stati Uniti cercano alleati a favore dell’imposta minima globale sulle società. Un’aliquota globale minima sui profitti delle multinazionali potrebbe aiutare a prevenire la competizione fiscale dei paesi che offrono aliquote fiscali basse o inesistenti, ha dichiarato la segretaria al tesoro degli stati Uniti Janet Yellen in un discorso lunedì. Oggi si terrà la riunione del G20 presieduta dall’Italia. Tra i temi di discussione proprio «l’avanzamento dell’agenda sulla tassazione internazionale».

«Stiamo lavorando con le nazioni del G20 per concordare un’aliquota fiscale minima globale per le imprese che possa fermare la corsa al ribasso», ha detto Yellen. In netta rottura con l’amministrazione dell’ex presidente Donald Trump, Yellen ha sottolineato l’importanza di un’azione multilaterale. «Insieme possiamo utilizzare una tassa minima globale per assicurarci che l’economia prosperi sulla base di un campo di gioco più equo nella tassazione delle società multinazionali e stimoli l’innovazione, la crescita e la prosperità», ha detto Yellen. Lo sforzo è volto a «fare in modo che i governi abbiano sistemi fiscali stabili che raccolgano entrate sufficienti per investire in beni pubblici essenziali e rispondere alle crisi, e che tutti i cittadini condividano equamente l’onere del finanziamento del governo».

Le considerazioni sull’imposta minima globale arrivano dopo che Joe Biden la settimana scorsa ha presentato un piano di infrastrutture da 2.000 miliardi di dollari finanziato da aumenti fiscali imposti sulle società. Nella proposta di riforma, l’aliquota fiscale sui redditi societari potrebbe salire dal 21% al 28%. Mentre i profitti delle multinazionali americane all’estero sarebbero soggetti a una tassazione minima paese-per-paese del 21%. L’Ocse è al lavoro per sviluppare la nuova architettura del fisco internazionale che include un’aliquota minima globale per le società multinazionali al fine di contrastare lo spostamento dei profitti nei paesi a bassa tassazione. La riforma, tra l’altro, richiede alle società di versare nel paese di residenza quanto non pagato nei paesi che non prevedono un aliquota minima pari a quella stabilita a livello Ocse (l’aliquota non è ancora stata negoziata). L’appello del segretario al tesoro Janet Yellen è stato accolto calorosamente in Europa. Il commissario europeo all’economia Paolo Gentiloni ha definito le dichiarazioni di Yellen come «una buona notizia». Secondo Gentiloni, «questa nuova atmosfera multilaterale con la nuova amministrazione americana» potrebbe favorire «un accordo nella tassazione globale».

Il ministro delle finanze tedesco Olaf Scholz ha detto di essere «ottimista sul fatto che possiamo porre fine a questa corsa al ribasso sull’attività fiscale delle imprese». Per il ministro alle finanze francese Bruno Le Maire, «un accordo globale sulla tassazione internazionale è a portata di mano». Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha aggiunto come «nell’area del mercato interno ci sono paesi con tasse sulle società molto più basse. Una concorrenza che deve essere corretta».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«È cruciale evitare di ritirare le politiche di sostegno prematuramente, sia sul fronte monetario ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dopo aver fatto un po’ melina nella propria metà campo, il patron del gruppo Acs, nonché preside...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Una forte ripresa dell’economia tra giugno e luglio. È su questo che scommette il governo: uscire...

Oggi sulla stampa