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Imponibile Irap abbattuto del 50%

L’Irap diventa più leggera. Dal 2015 il costo del lavoro sarà integralmente deducibile dalla base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive. Una misura che in termini di riduzione del carico fiscale su imprese e autonomi vale 6,5 miliardi di euro. Almeno stando all’intervento di ieri dello stesso premier, Matteo Renzi, nel corso dell’assemblea di Confindustria con gli imprenditori di Bergamo.
È arrivata dunque la scelta politica annunciata su queste pagine domenica scorsa, quando il premier è stato messo davanti alla scelta tra un taglio dell’intera componente lavoro dalla base imponibile Irap e un taglio dei contributi sociali. Sul tavolo anche una terza opzione (tornata nel cassetto), ovvero quella di replicare l’intervento di maggio del decreto Irpef con un taglio del 10% sulle cinque aliquote Irap.
La scelta finale è dunque quella di far camminare l’imposta regionale non più su tre gambe (profitti, interessi passivi e costo del lavoro) ma solo su due. In attesa di conoscere i numeri della legge di stabilità, che sarà varata domani dal Governo a Palazzo Chigi, il tributo regionale pagato dal settore privato vale per l’Erario oltre 22 miliardi di euro cui se ne devono aggiungere almeno altri 10 pagati dalla pubblica amministrazione. La componente lavoro che oggi resta a carico delle imprese, perché esclusa dalle deduzioni in misura fissa e quelle in misura forfettaria, pesa almeno per il 50% sulla base imponibile Irap. E considerando che una prima riduzione del cuneo fiscale per oltre 2 miliardi è già in vigore con l’attuazione del decreto salva Italia di Monti, il peso della componente lavoro dell’Irap viaggia tra gli 8 e i 9 miliardi. Ma occorre ricordare che il mancato pagamento dell’Irap riduce la deducibilità del tributo regionale ai fini dell’Ires e dell’Irpef. Pertanto nella posta dare-avere per le imprese il taglio del costo del lavoro dall’Irap si attesta, come annunciato da Renzi, sui 6,5 miliardi.
A beneficiarne saranno comunque tutte le imprese, anche se l’intervento, così come ipotizzato, finisce per premiare soprattutto le imprese medio-grandi (labour intensive). Per le piccole e piccolissime imprese i risparmi di imposta potrebbero variare tra il 5% e 9%, toccare il 35% di risparmio per le Pmi e addirittura il 65% per unità operative medio-grandi.
Il taglio del costo del lavoro, inseguito dalle imprese fin dall’entrata in vigore del tributo regionale, produrrà effetti positivi anche in termini di valori macroeconomici. Un taglio del carico fiscale sulle imprese da 6,5 miliardi di euro potrebbe migliorare il Pil già a partire dal 2015 di 1,6 miliardi e toccare i sette miliardi a regime, a conclusione del triennio della legge di stabilità 2015-2017. Non solo. In termini di maggiore spinta all’occupazione il taglio della componente lavoro dal calcolo del valore della produzione potrebbe valere anche fino da 0,2 a 0,3 punti percentuali, così come sui consumi che a regime potrebbero crescere di 0,4 punti.
Il taglio del costo del lavoro dall’imponibile Irap si andrà ad aggiungere alla riduzione del 10% sulle aliquote dell’imposta regionale introdotta con il decreto Irpef di maggio.

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