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Immobilizzazioni in neutralità

La svalutazione delle immobilizzazioni per perdite durevoli di valore, secondo le indicazioni del nuovo documento Oic 9, non rilevano per il calcolo del test di operatività delle società di comodo, per il quale va assunto il valore ante svalutazione. Nella chiusura dei bilanci 2014 le società devono tener conto dell’impatto dei nuovi principi contabili, e in particolare di quanto previsto nei documenti Oic 9 e Oic 16, i quali prevedono rispettivamente l’obbligo di svalutazione delle immobilizzazioni in presenza di perdite durevoli di valore e l’imputazione nel conto economico della svalutazione di immobilizzazioni oggetto di rivalutazione nei precedenti esercizi. La questione assume rilievo per gli immobili che nel corso dei precedenti esercizi sono stati oggetto di rivalutazione, con particolare riguardo a quelli rivalutati nel 2008 con pagamento dell’imposta sostitutiva del 3%, ai sensi dell’art. 15 del dl n. 185/2008. Tale disposizione prevedeva che la rivalutazione assumesse valenza fiscale a partire dal 2013 per il calcolo degli ammortamenti deducibili fiscalmente e dal 2014 per la determinazione delle plusvalenze o minusvalenze. Per tali beni, infatti, il rapporto con la disciplina delle società non operative, di cui all’art. 30 della legge n. 724/94, è stato oggetto di illustrazione da parte dell’Agenzia delle entrate nella risoluzione n. 101/E/2013 (e nella circolare n. 11/E/2009), in cui è stato chiarito che ai fini del calcolo delle risultanze medie degli immobili nell’ambito del triennio rilevante ai fini del test di operatività, dovranno essere presi in considerazione i valori fiscalmente rilevanti nei singoli periodi d’imposta compresi nel triennio. Dunque, in relazione all’applicazione della disciplina delle società non operative per il 2014, dovranno essere presi in considerazione il maggior valore rilevante a seguito della rivalutazione degli immobili per lo stesso 2014 e 2013 e il valore non rivalutato dei medesimi immobili per il 2012 (non essendo per tale periodo efficace fiscalmente la rivalutazione in questione). Inoltre, la percentuale di redditività è del 6% per gli immobili strumentali e del 4% per quelli destinati ad uso abitativo (per i primi tre anni con decorrenza dal periodo d’imposta in cui la rivalutazione ha effetto fiscale).

Tenendo conto che in questi ultimi anni il valore degli immobili si è deprezzato per effetto della crisi, è possibile che in base alle indicazioni del documento Oic 9 i redattori del bilancio debbano eseguire la svalutazione degli stessi in quanto la perdita di valore dei beni comporta che il valore netto contabile è superiore al valore recuperabile residuo a seguito della predetta perdita. Tralasciando gli aspetti tecnici connessi ai requisiti e alle condizioni per procedere all’impairment test, in questa sede si intende focalizzare l’attenzione sulle conseguenze fiscali che derivano dalla svalutazione, tenendo conto che la stessa non assume alcun rilievo ai fini fiscali, con conseguente necessità di operare una variazione in aumento nel modello Unico 2015, pari all’importo della svalutazione stessa. Ciò comporta che il valore fiscale del bene rimane quello esistente prima della svalutazione, e tale valore costituisce quindi la base di calcolo per il test di operatività per la verifica dello status di società di comodo. Inoltre, tenendo conto che l’impatto della svalutazione avviene con l’imputazione nel conto economico dell’esercizio (voce B.10.c «altre svalutazioni delle immobilizzazioni» se la svalutazione è causata dalla normale attività dell’impresa o del contesto economico in cui l’impresa opera, ovvero voce E.21 «oneri straordinari» quando la stessa deriva da eventi quali alluvioni, incendi ecc.). In buona sostanza, la svalutazione per perdite durevoli porta con sé le seguenti conseguenze negative:

– decremento del risultato di esercizio conseguente all’imputazione nel conto economico della svalutazione effettuata, sia pure in parte mitigato dalla contestuale iscrizione di un credito per imposte anticipate;

– indeducibilità integrale della svalutazione eseguita, recuperabile all’atto del realizzo del cespite sotto forma di minore plusvalenza o maggiore minusvalenza;

– calcolo del test di operatività delle società non operative sul valore del bene ante svalutazione.

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