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Immobilizzazioni «in chiaro»

La revisione dei principi contabili nazionali operata dall’Organismo italiano di contabilità ha comportato in alcuni casi lo sdoppiamento di precedenti documenti. È il caso dell’Oic 16, Immobilizzazioni materiali, dal quale è stata stralciata la parte relativa alle svalutazioni per perdite durevoli di valore confluita nel nuovo principio contabile Oic 9. D’ora in avanti, per i problemi relativi alle immobilizzazioni materiali si devono quindi consultare due principi contabili: l’Oic 16 per i problemi di carattere generale e l’Oic 9 per quelli relativi alle perdite durevoli di valore.
Nell’Oic 16, la classificazione delle immobilizzazioni è stata riscritta, ampliandola eo rendendola più attuale. Per esempio, nella voce terreni è precisato che sono compresi i terreni su cui insistono i fabbricati, in quanto si tratta di beni non ammortizzabili: non è più possibile classificare questi terreni unitamente ai fabbricati. Di conseguenza è stata eliminata la previsione, contenuta nella precedente versione del principio, che consentiva di non scorporare il valore del terreno da quello dei fabbricati sui quali questi insistono quando il valore del terreno, se il fabbricato viene meno, tende a coincidere con il costo di ripristino/bonifica del sito. Lo scorporo del terreno, in assenza di un costo, avviene in base alla stima del valore del fabbricato.
Per la voce «Impianti e macchinario», è chiarito che «impianti generici» sono quelli non legati alla tipica attività dell’impresa (per esempio, impianti di riscaldamento, condizionamento, allarme) mentre «impianti specifici» sono quelli legati alle tipiche attività produttive dell’azienda. Altri chiarimenti riguardano il «Macchinario automatico», che è quello in grado di svolgere da sé determinate operazioni, mentre quello «semiautomatico» necessita dell’ausilio di personale. Invece, la voce «Attrezzature industriali e commerciali» comprende «attrezzature» che sono strumenti con uso manuale necessari per il funzionamento o lo svolgimento di una particolare attività o di un bene più complesso, come attrezzi di laboratorio, equipaggiamenti e ricambi, attrezzatura commerciale e di mensa.
Contrariamente alla bozza, la versione finale del documento ribadisce che le immobilizzazioni destinate alla vendita – non più ammortizzate – sono classificate in un’apposita voce dell’attivo circolante, come prevedeva la precedente versione del principio. La riclassifica è effettuata se:
– le immobilizzazioni sono vendibili alle loro condizioni attuali o non richiedono modifiche tali da differirne l’alienazione;
– la vendita appare altamente probabile, in considerazione delle iniziative intraprese, del prezzo previsto e delle condizioni di mercato;
– l’operazione dovrebbe concludersi nel breve termine.
Oneri finanziari
La capitalizzazione degli oneri finanziari, sostenuti durante la costruzione di beni che richiedono un periodo di costruzione significativo, è possibile a determinate condizioni, che la nuova versione del principio contabile individua con maggiore chiarezza rispetto alla versione precedente. La capitalizzazione degli oneri finanziari è sospesa durante i periodi, non brevi, nei quali lo sviluppo del bene è interrotto. La versione finale del principio contabile precisa che la scelta di capitalizzare gli oneri finanziari deve essere applicata in modo costante nel tempo, al fine di rispettare il divieto di modifica dei criteri di valutazione.
Ammortamento
Tutti i cespiti sono soggetti ad ammortamento, tranne i fabbricati civili non strumentali che rappresentano una forma d’investimento (possibilità di non ammortizzarli) e quelli la cui utilità non si esaurisce, come terreni e opere d’arte. Per i terreni, fanno però eccezione quelli la cui utilità è destinata ad esaurirsi nel tempo, come le cave e i siti utilizzate per le discariche.
Le quote di ammortamento possono essere costanti e decrescenti, ma non crescenti; inoltre, è possibile applicare il metodo delle quote basate sui volumi di produzione.
La regola (di derivazione fiscale) di utilizzare la metà dell’aliquota normale d’ammortamento per i cespiti acquistati nell’anno è accettabile se la quota d’ammortamento ottenuta non si discosta significativamente dalla quota calcolata a partire dal momento in cui il cespite è disponibile e pronto per l’uso.

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