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Immobili, si tratta sulla patrimoniale

di Marco Mobili e Marco Rogari

Un confronto serrato a livello tecnico e politico. È quello che si è svolto per tutta la giornata di ieri, tra i ministeri e il Tesoro per definire il maxi-emendamento alla legge di stabilità, approvato solo nelle linee guida dal Consiglio dei ministri di mercoledì e atteso per lunedì, o al più tardi martedì, al Senato dove il Governo ricorrerà alla fiducia. Ad annunciare la blindatura è stato ieri dal G20 a Cannes direttamente Silvio Berlusconi. Lo stesso premier sarebbe ancora intenzionato a rafforzare il maxi-emendamento con qualche «misura choc», come ad esempio un intervento sugli immobili.

Ed è proprio su questo punto che si continua a trattare nell'ambito di una sorta di quadrilatero formato da Presidenza del Consiglio, ministero dell'Economia, gruppo del Pdl al Senato e le altre componenti della maggioranza, Lega in testa. Due le opzioni: una sorta di patrimoniale sugli immobili, sulla quale Berlusconi continua a mostrare diverse perplessità anche se appare meno rigido rispetto alle scorse settimane; il ritorno dell'Ici, magari salvaguardando la prima casa delle fasce più deboli (pensionati e soggetti a basso reddito).

Nella maggioranza il clima resta teso. L'ennesima conferma è arrivata ieri: dopo che il capogruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, aveva lasciato intendere che il maxi-emendamento sarebbe stato depositato già nel pomeriggio di ieri in commissione Bilancio a Palazzo Madama, è arrivato l'annuncio del presidente della stessa commissione, Antonio Azzollini (Pdl), che le misure del governo da inserire nella legge di stabilità sarebbero arrivate soltanto lunedì prossimo alla ripresa pomeridiana dei lavori.

Un rinvio dovuto anche alla necessità di sfrondare un testo di oltre 70 articoli nato dal decreto sviluppo poi accantonato mercoledì sera nel corso del consiglio dei ministri. Un'operazione che, insieme alla trattativa sulla definizione delle misure, torna sostanzialmente ad essere gestita dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, nonostante il coordinamento iniziale del decreto sviluppo fosse stato affidato al ministro Paolo Romani.

Intanto nella mattinata di ieri il presidente della Corte dei conti, Luigi Giampaolino, in un'audizione a Palazzo Madama ha indirettamente criticato le ultime scelte del Governo per affrontare la crisi. Secondo Giampaolino, gli «effetti depressivi» delle misure di riequilibrio della finanza pubblica sono legati anche a un «forte aumento della pressione fiscale» mentre le manovre economiche, «sbilanciate sul fronte delle entrate, e quindi negative per la crescita», possono essere «alla base dei ricorrenti segnali di sfiducia dei mercati».

Il faticoso assemblaggio delle misure da inserire nella legge di stabilità potrebbe provocare un ulteriore slittamento a martedì della presentazione del maxi-emendamento. I singoli ministeri hanno lavorato a un deciso sfoltimento degli interventi inizialmente inserite nel decreto legge, recapitando poi le loro proposte aggiornate al Tesoro, che è chiamato a valutarne le compatibilità con i criteri della legge di stabilità e tenendo conto delle priorità indicate dal Governo nella missiva degli impegni assunti con Bruxelles.

Dell'elenco di sette punti della lettera da trasformare in norme concrete fanno parte: le dismissioni, con la creazione di un apposito fondo immobiliare; le liberalizzazioni sia sul fronte delle professioni e dei servizi sia su quello dei servizi pubblici locali; le semplificazioni e le infrastrutture con il possibile arrivo della "Tremonti infrastrutture", ovvero della detassazione Ires e Irap nella realizzazione di opere pubbliche.

Misura, quest'ultima, che comunque dovrà superare lo scoglio dei costi e delle relative coperture. Così come quella spinta dallo Sviluppo economico che proroga per tre anni le detrazioni fiscali sull'efficienza energetica.

Tra le misure in bilico ci sarebbero anche la stretta sulle false polizze Rc auto e quella sulla lotta al contante che passerebbe per un incentivo innescato dalla cancellazione delle commissioni dovute in caso di utilizzo di carte di credito e bancomat per importi fino a 100 euro.

Sul versante del pubblico impiego appare quasi certo il ricorso alla messa in disponibilità (licenziamento) degli statali dopo due anni di mobilità obbligatoria. Quanto al pacchetto lavoro, confermati i cinque incentivi per favorire l'occupazione a partire dalla decontribuzione totale dei contratti di apprendistato nelle imprese fino a 9 addetti per consentire alle Regioni una una maggiore deducibilità dall'Irap della componente lavoro legata alla produttività.

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