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Imballaggi sorvegliati speciali

Ancora una volta il legislatore riscrive le regole di funzionamento del Conai, il consorzio nazionale imballaggi. Succede col ddl collegato ambientale (Atto Camera 2093) nel testo per come modificato e approvato in Conmissione Ambiente di Montecitorio, la scorsa settimana (si veda ItaliaOggi di sabato).

Con un primo emendamento si rimette la vigilanza e il controllo sui consorzi al ministero dell’ambiente. Ciò lascia presumere che sia stata definitivamente accantonata la previsione inizialmente contenuta in una delle bozze del decreto Sblocca Italia (non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale), circolate prima del Cdm, che attribuiva le medesime competenze all’Authority sul gas e l’energia. Con un altro emendamento varato alla camera si afferma espressamente che il sistema Conai ha «un incarico di pubblico servizio». Il Conai dovrà quindi sostituire i comuni inadempienti nella raccolta differenziata su richiesta del Minambiente. Cade quindi uno degli architravi del sistema Conai-consorzi che risale al 1997 (auspici allora i ministri Ronchi e Bersani) e cioè il legislatore fissa gli obiettivi e sta poi al sistema delle imprese organizzarsi su come raggiungerli. Ovviamente, fermo il potere dell’amministrazione di sanzionare i comportamenti scorretti: insomma un sistema evoluto di «commando and control». Ma la stessa modifica contiene qualche elemento di contraddizione. Infatti, viene inoltre affermato che «L’attività dei Consorzi è sussidiaria e non può in alcun modo limitare le attività di soggetti che operano secondo le regole del mercato nel rispetto delle norme in materia di gestione dei rifiuti, e deve garantire il riciclaggio e il recupero dei rifiuti di imballaggio, con priorità per quelli provenienti dalla raccolta differenziata, indipendentemente dalle contingenti condizioni di mercato.» Insomma, da una parte il sistema Conai diventa incaricato di pubblico servizio mentre dall’altra non deve limitare la concorrenza. Nulla viene fatto invece sulla privativa comunale sui rifiuti, questa si limitativa delle concorrenza dei soggetti provati. Viene, inoltre, previsto il sistema del vuoto a rendere su cauzione per gli imballaggi in vetro di birra e acqua minerale servite al pubblico da alberghi e residenze di villeggiatura, ristoranti, bar e altri locali pubblici; con il divieto di utilizzo di imballaggi non in vetro per la vendita di acque minerali e birra. Va ricordato che il sistema del vuoto a rendere è previsto dalla normativa vigente in materia di imballaggi, ma non è obbligatorio come prevederebbe questa modifica. Insomma, in attesa degli sviluppi della discussione in aula e del parere delle commissioni, le modifiche approvate sembrano volte a caratterizzare l’attività consortile come pubblica, estendendone i compiti e la responsabilità dal ritiro, recupero e riciclaggio alla effettuazione della raccolta differenziata, sia pure in sostituzione dei comuni inadempienti. A questa si aggiunge l’ulteriore affermazione sulla libertà di concorrenza volta a favorire l’operatività dei sistemi autonomi.

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