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Ilva, scontro sul subcommissario

L’inserimento delle norme sull’Ilva, un possibile compromesso sul cosiddetto “spalma incentivi”, poteri speciali al presidente della regione Lazio per la gestione della crisi dei rifiuti. Sono alcune delle novità in arrivo dopo l’accelerazione ai lavori del Senato sul decreto competitività. Non mancano le tensioni, a partire proprio dalla norma Ilva, ma i relatori – Massimo Mucchetti del Pd (commissione Industria) e Giuseppe Marinello di Ncd (commissione Ambiente) – puntano a chiudere le votazioni entro domani mattina per consegnare già nel pomeriggio il testo all’Aula, dove il ricorso alla fiducia appare ormai certo.
Ilva
Per accelerare la conversione in legge e ridurre il già evidente ingorgo parlamentare, il governo ha deciso di presentare un emendamento che travasa nel Dl competitività il testo del decreto che garantisce le condizioni per il prestito ponte all’Ilva. Tra le polemiche del Movimento 5 Stelle, che contesta la compressione dei tempi di discussione, il relatore Marinello ha comunque definito il testo «carente in alcune parti» e dunque da migliorare. Il clima si è subito surriscaldato con una proposta di modifica all’emendamento del governo firmata da Massimo Caleo, capogruppo Pd in commissione Ambiente, che reintrodurrebbe la figura del subcommissario per il risanamento ambientale già presente in alcune bozze iniziali del decreto Ilva ma poi saltata. Non è un mistero, del resto, che su questo argomento ci siano tesi contrapposte tra il ministero dell’Ambiente e il ministero dello Sviluppo, con quest’ultimo contrario alla figura di un responsabile specifico per la parte ambientale. Solo oggi, ad ogni modo, lo scontro interno al governo dovrebbe chiarirsi. Da votare anche un ulteriore subemendamento Pd che propone di sbloccare le risorse sequestrate ai Riva per destinarle al risanamento dell’Ilva.
Energia
I relatori hanno lavorato nelle ultime ore di ieri sera a una proposta di modifica del pacchetto energetico che, come noto, ruota intorno alla riduzione della bolletta elettrica per le Pmi (per una quota a regime del 10%). Per raggiungere l’obiettivo il decreto dispone, tra l’altro, l’allungamento del periodo di incentivazione per i produttori del fotovoltaico. Su questo punto, anche di fronte al rischio concreto di ricorsi contro la retroattività della norma, arriva una proposta dei relatori di alleggerimento della norma, in una formula però diversa da quella che presupponeva il bond del Gestore servizi energetici. Ci sarebbe un accordo di massima con il governo, raggiunto dopo che il viceministro allo Sviluppo Claudio De Vincenti avrebbe minacciato le dimissioni in caso di stravolgimento. Probabile anche un emendamento per correggere la riduzione del regime tariffario speciale di Rfi, con l’obiettivo di contenere l’impatto sulle aziende ferroviarie.
Ambiente
Sono entrate nel vivo le proposte e le votazioni sul pacchetto ambientale del decreto. Un emendamento dei relatori punta a conferire al presidente della Regione Lazio e ai sindaci del territorio regionale il potere di requisire «per motivi di eccezionale e urgente necessità» gli impianti per la gestione dei rifiuti, anche avvalendosi temporaneamente del personale che vi è addetto. Sempre a firma dei relatori, arriva anche la proposta di istituire dei soggetti attuatori, nominati dalle Regioni, per accelerare gli interventi di contrasto al dissesto idrogeologico. Polemica aperta su un emendamento del governo che, per evitare l’apertura di una procedura di infrazione Ue, dispone l’integrazione di alcune Autorità di bacino: secondo il capogruppo Pd in commissione Ambiente a Montecitorio si tratta di un intervento scorretto, perché «l’adeguamento delle Autorità è già compreso nel collegato ambientale in esame a Montecitorio».
Opa e anatocismo
Modifiche in vista anche per il pacchetto relativo alla finanza d’impresa. Il relatore Mucchetti lavora a una correzione delle misure sui diritti di voto nelle società e sulla soglia Opa. Sempre più probabile una retromarcia sulla norma che reintroduce l’anatocismo, gli interessi sugli interessi: «La mia opinione – dice il co-relatore Marinello – è che la stesura del Dl sia particolarmente sbilanciata verso gli interessi sostanziali delle banche e non dei cittadini».

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