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Iliad, per lo sbarco nel fisso allo studio l’opzione Fibercop

Iliad potrebbe essere il prossimo big delle tlc in Italia a stringere un’intesa con Fibercop e servirsi così della rete che è in via di realizzazione da parte della società partecipata da Tim (58%), Kkr (37,5%) e Fastweb (4,5%).

A quanto risulta al Sole 24 Ore sono in corso discussioni. Non c’è ancora un accordo ma fra Iliad e la nuova società, guidata da Carlo Filangieri e presieduta da Massimo Sarmi, ci sarebbero stati scambi di informazioni dettati dall’interessamento della compagnia telefonica guidata in Italia da Benedetto Levi, che si appresta allo sbarco nel fisso dopo l’estate come confermato durante l’ultima conference call del gruppo.

Secondo le indiscrezioni di mercato Iliad avrebbe fatto capire di non essere intenzionata a entrare all’interno della società, come fatto ad esempio da Fastweb a valle del conferimento in Fibercop dell’eredità delle connessioni Ftth di FlashFiber (jv Tim-Fastewb). L’intesa fra Iliad e Fibercop, se dovesse arrivare a valle delle discussioni in corso, poggerebbe sulle altre modalità di “coinvestimento” (condivisione del rischio a lungo termine che può avvenire attraverso cofinanziamento, come detto, o accordi strutturali di acquisto). In questo caso, la compagnia che a livello globale fa capo a Xavier Niel, prenderebbe in considerazione proprio la possibilità di “accordi strutturali di acquisto” della rete d’accesso secondaria (quella che va dall’armadietto in strada alle abitazioni) in 1.610 comuni italiani e che rappresenta la dote di una Fibercop la quale, stando ai piani, al 2025 prevede di completare la copertura di tutte le aree nere e circa la metà delle aree grigie, cioè le zone concorrenziali (servite da reti di più operatori) o semi-concorrenziali (servite dalla rete di almeno un operatore).

L’intesa potrebbe dunque basarsi, stando alle due ipotesi contemplate oltre all’ingresso nell’azionariato, sul meccanismo dei minimi garantiti per un periodo di 10 anni – questa ad esempio è la modalità con cui a bordo del progetto Fibercop è salita Tiscali – o sugli acquisti in Iru (i diritti d’uso della rete utilizzata) a 20 anni. A quanto risulta al Sole 24 Ore – che sul tema non ha ricevuto commenti né da Tim, né da Iliad – l’orientamento della compagnia telefonica con headquarter a Parigi sarebbe quello di far riferimento al meccanismo dell’Iru, pur richiedendo approfondimenti e aggiustamenti.

Se fra Iliad e Fibercop dovesse arrivare l’ok, la compagnia sarebbe l’altro big delle Tlc, in aggiunta a Tiscali e a Fastweb, a voler far leva sulla rete Ftth in via di realizzazione e completamento entro il 2025 dalla controllata di Tim. Dall’altra parte, Fibercop sarebbe l’altro “fornitore” scelto da Iliad che ha già siglato un accordo con Open Fiber propedeutico allo sbarco nell’ultrabroadband fisso.

Le discussioni sono in corso e in via di approfondimento mentre la controllata di Tim attende il via libera dell’Agcom per avviare il coinvestimento con altri operatori sulla base di quanto previsto dal Codice delle comunicazioni europee. Nel frattempo l’accesso è regolato come da tradizione ma entro l’estate si dovrebbero avere risposte a riguardo da parte dell’Authority che a fine marzo ha approvato l’avvio di una consultazione pubblica sull’offerta di coinvestimento notificata da Tim lo scorso 29 gennaio.

In parallelo, si attende di capire se e come riprenderanno i ragionamenti sulla rete unica Tim (meglio dire però Fibercop)-Open Fiber. Ora che la Cdp ha concordato di rilevare il controllo di Open Fiber, con Macquarie come partner finanziario, è diventata l’interlocutore del vertice Tim. Il Governo attuale ha fatto sapere di volerne restarne fuori. La Cassa ha intanto nominato Dario Scannapieco nuovo amministratore delegato e dg. Lato Tim, in occasione della trimestrale il ceo Luigi Gubitosi si è detto soddisfatto del chiarimento del quadro con l’uscita di Enel: «Ora capiremo più rapidamente se sarà possibile raggiungere un accordo o meno». La strada è stretta ma l’ipotesi non viene considerata tramontata.

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