Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Il volo di Angela sulle casse regionali: un tesoro che vale il 60% del mercato

Berlino punta a ottenere una maggiore trasparenza nel settore creditizio, ancora in gran parte in mano alle banche pubbliche e alle cooperative bancarie, e per questo ha appoggiato la creazione della vigilanza paneuropea sotto il tetto della Bce, spronando il controllo sulle Landesbanken regionali. Mentre in questi giorni, Germania e Francia sono partite per prime, nella preparazione di disegni di legge per separare le attività più rischiose delle grandi banche da quelle al dettaglio, attuando in anticipo la proposta elaborata dal banchiere centrale finlandese Erkki Liikanen per la Commissione.
Ma la proposta legislativa per la riforma del settore bancario europeo, in via di definizione presso il Commissario Michel Barnier, è attesa soltanto per l’estate prossima. E anche se è chiara, come ha osservato con una puntata critica il presidente della Bce Mario Draghi, la necessità di avere «un sistema unico» per tutta l’eurozona, Francia e Germania mordono il freno, per regolamentare i loro istituti. E puntano, anche perché l’andamento dell’economia è incerto, ad avere banche meno rischiose e complesse, e più facili da monitorare.
Per questo il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble, settimana scorsa, nel presentare il disegno di legge accolto in modo controverso dal sistema bancario, mirava alla separazione delle attività di trading ad alto contenuto di rischio (oltre alla compravendita in proprio, anche le posizioni in derivati del market making), intendeva colpire, oltre alle altre grandi banche Deutsche Bank, Commerzbank e Vereinsbank-Unicredit, anche il settore bancario pubblico. Il quale, per uno strano anacronismo strutturale, fra Landesbanken (istituti regionali delle casse di risparmio), Sparkassen (casse di risparmio), istituti speciali (come Kfw, Cassa depositi) e cooperative bancarie, domina ancora il 60% degli attivi totali delle banche, che corrispondono a 8.500 miliardi di euro (e il 70% se si escludono gli 800 miliardi di euro in derivati inclusi a bilancio a partire dal 2010, detenuti in maggior parte dagli istituti privati).
Schaeuble intende rendere più trasparente un sistema che, a insaputa perfino delle autorità di vigilanza tedesche — Bundesbank e Bafin — nel 2007-2008 ha portato il sistema sull’orlo del collasso, soprattutto per le perdite riportate dalle Landesbanken, di proprietà delle casse di risparmio e dei governi di Land. Ma questo è un sistema che il Bund, il legislatore federale, finora non è riuscito a raggiungere, perché di competenza degli stati federali.
Nonostante i tentativi di riforma, spronati prima dal ministro Peer Steinbrueck e proseguiti ora da Schaeuble, le Landesbanken, sia pure ridimensionate e ricapitalizzate quasi a forza (per intervento dell’autorità europea Eba), ci sono ancora (ad eccezione di WestLB, ora bad bank da 160 miliardi). E alcuni istituti sono molto forti, come Helaba (Assia) e Lbbw (Baden-Wuerttemberg), mentre altri dipendono da garanzie regionali, come Hsh Nordbank. Ma ci sono ancora 423 casse, di cui alcune molto grosse e restie a passare informazioni sulle loro attività e 1.100 cooperative bancarie. Troppe, dicono da un quarto di secolo i responsabili dei rispettivi settori. Mentre alcuni think tank, come l’Istituto di Finanza di Francoforte, esortano a consolidare le casse con gli istituti regionali.
Sotto questa luce, spiegano negli ambienti finanziari, risulta più chiaro perché la Cancelliera Angela Merkel e il ministro Schaeuble abbiano sostenuto la creazione della vigilanza paneuropea sotto il tetto della Bce: sarà assicurato un controllo centrale di istituti regionali, finora non raggiungibili da Berlino. Ma perché allora, Schaeuble si è battuto per sottrarre le casse al controllo europeo? In periodo di elezioni politiche, è importante mantenere a livello locale l’appoggio politico anche da parte delle fortissime casse e cooperative bancarie.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Il caso Unicredit-Mps, che ha posto le premesse per il passo indietro dell’ad Jean Pierre Mustier ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Con il lockdown la richiesta di digitalizzazione dei servizi finanziari è aumentata e le banche han...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il Credito Valtellinese ufficializza il team di advisor che aiuterà la banca nel difendersi dall’...

Oggi sulla stampa